Dizionario Scultori

 
 

 

 

 

     

Alberto Giacometti

Giacometti Alberto (Svizzera, Stampa 1901 - Coira 1966 ).
Galleria Fotografica

Figlio di Giovanni, pittore di paesaggi alpini, cominciò a disegnare, dipingere e scolpire in giovanissima età.

Nel 1922 è a Parigi, dove esegue i corsi di scultura di Bourdelle all'Accademia della Grande Chaumière. Ma per la sua formazione artistica hanno maggiore importanza l'arte cicladica e africana e il cubismo, cui sono riferibili i disegni e le sculture di quegli anni: Torso del 1925 e Donna cucchiaio, 1926­27, entrambi a Zurigo, Kunsthaus.

Dal 1928 fece parte del gruppo surrealista (con cui ruppe nel 1935) e realizzò sculture nelle quali si riconosce l'idea surrealista degli oggetti «a funzionamento simbolico». Boccia sospesa (1930) introduce il problema dello spazio e della sua delimitazione, che d'allora sarà una costante della ricerca di Giacometti.

Dopo gli anni del surrealismo. riprese quella figurazione ricca di riferimenti ai primitivi di cui aveva già dato diverse prove: un'opera come L'oggetto invisibile (1934-35, New York, Smith Coll.), un nudo femminile, prelude ai successivi sviluppi formali del suo lavoro, caratterizzato da una sorta di naturalismo schematico.

Dopo la guerra Giacometti riprese a dipingere e disegnare dal vero i familiari, i paesaggi e gli oggetti che lo circondavano. Le figure sono fisse, immobili, rigidamente frontali, delineate attraverso un segno che si infittisce o si dirada seguendo la trama di relazioni degli oggetti fra loro e con lo spazio circostante: la cornice che spesso l'artista costruisce attorno alle figure ha invece la funzione di isolarle simbolicamente nello spazio.

La sua opera plastica e pittorica (da quest'ultima il colore è spesso pressoché assente) trova i connotati definitivi: i busti-ritratto del fratello Diego, le lunghe filiformi figure di donna, alcuni «frammenti anatomici» come la Mano, il Naso, la Gamba, i rari animali (il Cane, il Gatto), i ritratti della madre, i paesaggi di Stampa, evidenziano il rapporto tra la massa centrale e lo spazio che l'avvolge e la corrode: i contorni, continuamente frantumati, suggeriscono e vanificano a un tempo le diverse presenze.

In questa traduzione formale della condizione dell'uomo - sviluppata anche nella scultura - Giacometti è vicino alle problematiche dell'esistenzialismo.

Alberto Giacometti muore a Chur nel 1966.

 


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