Dizionario Scultori

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Paolo Polli

Paolo Polli (Annone Brianza, Lecco, 1948)
Galleria fotografica

Posta elettronica: paolopolli@libero.it      sito web: www.paolopolli.it

Formazione

  • Artista essenzialmente autodidatta di carattere poliedrico: esplorazione e pratica dei differenti linguaggi artistici (pittura, scultura, incisione, design,…).
  • Approfondimenti in scuole di specializzazione, corsi di pittura e di restauro.
  • 1981 – 1983: insegnamento di pittura e disegno presso la Scuola Renzo Colombo di Oggiono.
  • Riferimenti storico - artistici: Angelo Inganni, Cennino Cennini, Francesco Hayez, Antonio Canova, movimenti Impressionista, Divisionista e Metafisico.
  • Numerosi riconoscimenti e premi, fra i quali la medaglia d’oro del Comune di Tuenno.

Generi artistici praticati

  • PITTURA:

1970 – 80: prime opere pittoriche a carattere figurativo;
1980 – 90: grandi interpretazioni simbolico – surrealiste;
1990 – 2006: acrilici figurativo – paesaggistici denominati “I capricci della Brianza”;
grandi opere ad olio spatolate, su tavola o tela, di carattere materico – gestuale e introspettivo, secondo una matrice informale.

  • SCULTURA:

modellato di volumi plastici, a bassorilievo e tuttotondo, di concezione classica: utilizzo delle tecniche di fusione dell’ottone e del bronzo, con bagno in oro 18 kt.

Sculture pubblicitarie da esterno dal design essenziale e innovativo.

Opere ambientali da esterno di nuova concezione: strutture di notevoli dimensioni (altezza fino 2m), scaturite da un perfetto connubio tra l’essenziale linearità della forma e la semplicità dei materiali utilizzati (fusione di acciaio, corten e ottone lucidato a specchio).

  • Esperienze nel capo del design e delle tecniche della stampa con ampia produzione di litografie ed acqueforti. 

Principali tematiche affrontate: gli specchi d’acqua (specie lacustri) e le imbarcazioni, nel loro valore paesaggistico e metaforico; le vedute e il paesaggio (Lario, Brianza, Valsassina,…); la semplice dignità della vita contadina; la natura morta con qualità espressiva; la musica; il tema religioso; la riflessione verso la realtà attuale; la bellezza come pura ricerca dei valori estetici; l’impulso energetico vitale dato dalla luce e dall’espressione cromatica; la potenza dell’essenza; la scultura celebrativa e commemorativa. 

Principali esposizioni:                                              
1974 Annone di Brianza (Lc), spazio oratoriale;
1976 Parigi, Galleria Moufflè;
1993 Lione, Neutrino;
aprile 1996 Annone in cornice, sala consigliare del municipio di Annone di Brianza;
25 aprile – 5 maggio 1997 Rogeno in cornice, Rogeno, sala esposizioni in piazza Cesare Battisti;
settembre 1997 Pasturo, sala civica;
18 – 26 aprile 1998 Merone in cornice, Merone, Palazzo Zaffiro Isacco;
dicembre 2000 Un presepe per il paese (realizzazione di un presepe con statue a grandezza naturale), Annone di Brianza (Lc), centro storico di Annone;
16 – 22 maggio 2002 Annone di Brianza  (Lc), Clubhouse del Golf Club di Lecco;
14 – 30 dicembre 2002 Oggiono (Lc), Villa Sironi;
15 settembre 2003 Luci e colori 2003, Bellagio (Co), Villa Serbelloni;
11 - 26 settembre 2004  Mandello del Lario (Lc), sala consigliare del Comune;
2005 Tremezzo (Co), Villa Carlotta;
15 – 31 agosto 2005 Bellagio (Co), Villa Serbelloni, salone Breva;
15 dicembre 2005 – 1 gennaio 2006 100° Mostra personale, Annone di Brianza (Lc),  Villa Cabella Lattuada;
29 aprile –14 maggio 2006 Desio (Mi), Villa Tittoni Traversi;
24 giugno – 09 luglio 2006 Varenna (Lc), Villa Monastero;
29 luglio – 20 agosto 2006 Calolziocorte (Lc), Monastero di S. Maria del Lavello;
23 settembre – 15 ottobre 2006 Oggiono (Lc), Villa Sironi.

Importanti commissioni:
1986 ristorante “Orsa Maggiore” di Lecco: dipinto murale a tecnica aerografa di soggetto metafisico, di 45 m di perimetro e 2,5 m di altezza;
1988 Scuola Media Statale Marco d’Oggiono, Annone: dipinto metafisico raffigurante “La Pace” (m 1 x 1,50);
Comune di Annone: “Scultura AVIS” e Scultura per la Scuola Materna.
10 agosto 1991 amici di Stefano Casiraghi: scultura commemorativa per l’eroe dell’offshore perito durante una gara di motonautica. L’imponente fusione in bronzo a cera persa (cm 120 x 230) fu calata in mare nella grotta Azzurra dell’Arengario, nelle acque di Cala Galera in Toscana.
1992 suore dell’Ordine dellePiccole Serve del Sacro Cuore: grande crocifisso in legno e tabernacolo in radica di noce, con fregi in ottone bagnato oro, per una chiesa missionaria del Madagascar.
2002 collezione privata dei fratelli Cesana: n.22 opere ad acrilico e una cartella con relative riproduzioni, raffiguranti scorci della Brianza, da Inverigo a Erba a Pusiano.
2003 ristorante Lago Paradiso di Merone: collezione di opere pittoriche.
2003 collezione privata di Ambrogio Gilardoni di Barni: dipinti sul paesaggio della Valsassina, da Civenna, a Barni a Magreglio.

Cataloghi:
Il percorso artistico di Paolo Polli, Luci e Colori, 2003, Agosto 2003, Grafiche Villa, Molteno (LC);
Percorso Artistico di Paolo Polli, pittore e scultore –Annone Brianza (Lc)-, Agosto 2005, La Poligrafica, Garlate (LC).

Interventi critici, poetici e riflessivi:
Giuliano Cassetti, Vic Moniaci, Giannino Cascardo, Raffaele Straniero, Fieri Arnaldo, Alessia Sala, Enrico Castelnuovo, Silvano Valentini, Cristina Rigamonti, Antonio Molteni, Carlo Castagna, Franco Castelnuovo, Erba Luigi, Cristina Ferrini, Donatella Consonni, Germano Campione, Aldo Nannetti, Gianpaolo Ratti, Edoardo Puglisi, Simona Corti, Dario Angelibusi, Marika Montalbano, Beppe Grossi, Carlo Rispolti, Carlo Costantino, Germana Marini, Ernesto Longoni, Campigli, Claudio Redaelli, Anna Fiume, Paolo Magliocco, Luigi Valerio, Giovanni Marcucci, Irma Zerboni, Sergio Bianchiferri, Patrizio Sidoti. 

Le testate:
Il Giorno, Le Progrès (Lyone), La Provincia, La Nazione, L’Alcione, L’Agenda, Il Tirreno, La Nuvola, Il Paese, Il Corriere Della Provincia, Il Resto del Carlino, La Gazzetta Dello Sport, Il Punto Stampa, La Repubblica, Epoca, L’Ordine, Il Giornale Di Lecco, Il Corriere Della Sera, Il Vento Del Nord, Il Resegone, Il Cittadino, Oggi, Grand’Hotel.

 

PAOLO POLLI SCULTORE: QUANDO L'EVOLUZIONE DIVENTA INNOVAZIONE

               
LA MATURATA CONSAPEVOLEZZA DELLA MATERIA
Parlare di scultura nell'epoca contemporanea significa addentrarsi in un territorio tanto affascinante quanto precario, rischioso, incerto. Se da un lato l'idea demiurgica dell'artista che sà plasmare l'impervia superficie della materia è una costante suggestione di fascino, dall'altro aspetto è inevitabile considerare le effettive problematiche connesse all'attività scultorea. Scegliere di esprimersi attraverso una materia viva, pulsante, concreta implica l'attuazione una sfida consapevole e audace, non solo verso la resistenza dei materiali utilizzati, ma specialmente nei confronti dell'idea stessa di scultura nella realtà attuale. Cosa significa fare scultura oggi? Quali forme deve assumere l'espressione scultorea nella realtà attuale? Quali sono i materiali e gli strumenti che conferiscono valore, dignità, energia alla forma scultorea?
Solo una maturata consapevolezza storico - artistica, attraverso lo sviluppo di una continua ed incessante ricerca formale, hanno permesso a Paolo Polli di approdare a risposte che hanno assunto la validità di forme concrete, reali, tangibili.
Egli ha saputo trasformare un'innata sensibilità estetica in quella potente carica di energia creatrice, capace di evolversi, innescando un processo spontaneo e nel contempo strabiliante.
Il Maestro, fin dai suoi esordi, a partire dagli anni '70, ha impostato la sua formazione artistica sui grandi pilastri della storia dell'arte: Cennino Cennini, Francesco Hayez, Angelo Inganni, i Divisionisti, i Metafisici e Antonio Canova.
Ciò che ha consentito a Paolo Polli di pervenire ad una piena maturazione nell'ambito dell'esperienza scultorea è anche la sua connotazione poliedrica, che ne costituisce il segno distintivo. Egli è giunto a disporre pienamente dei molteplici linguaggi artistici, attraverso esperienze legate al disegno, alle tecniche dell'incisione, al design, alla pittura e alla scultura. Enfatizzando le diverse peculiarità comunicative rispetto alla scelta delle tecniche utilizzate, si è rivelato un artista e tuttotondo. E' proprio grazie a questa completezza che Polli è riuscito a trascendere l'idea tradizionalmente statica della forma scultorea, percependola nel suo rapporto inscindibile con il fondamento del disegno e la pittura.
Ripercorrendo le tappe salienti che hanno segnato il percorso del maestro, verso la sua maturata consapevolezza della materia, consideriamo alcune delle sue esperienze più pregnanti.
La scultura "La libertà"(cm 32 x 23 x10), ha come soggetto un cavallo rampante ed incarna una potente carica energetica. Il volume plastico è stato modellato secondo la concezione classica del tuttotondo; la scelta della fusione in ottone bagnata in oro 18 kt indica un'esplicita volontà estetizzante, ricercata nell'utilizzo di un materiale di gran pregio.
Di rilevante interesse anche il gruppo scultoreo "La contesa" (cm 45 x 50 x 40), comprendente tre cavalli: il soggetto trattato nell'opera precedente si moltiplica, dilatandosi in un ambientazione ed evidenziando l'azione. I' insieme scultoreo sembra generare un campo di forze energetiche, che si dispiegano dalla carica risultante dalla tensione trattenuta dai tre animali. La tecnica utilizzata ed i materiali sono analoghi a quelli de "La libertà": essi rivelano l'efficace peculiarità di saper condensare il valore estetico con quello dinamico, sprigionato dalla fulgida luminosità dei bagliori, che arricchiscono il modellato plastico di contrasti chiaroscurali. Per tali ragioni possiamo già cogliere, in questa fase scultorea, il rapporto con una certa componente pittorica, che conduce il Maestro a trattare la superficie delle forme secondo contrasti cromatici, ottenuti grazie alle proprietà riverberanti dell'oro. Da sottolineare nella scelta della tecnica è anche la volontà di ricongiungersi alla nobiltà della tradizione scultorea, nella quale la preziosità effettiva del materiale corrisponde al prestigio ed alla superiorità dell'oggetto artistico. L'opera, rendendosi portatrice di questi valori, trascende la realtà immanente per diventare mezzo di congiunzione con una dimensione altra...
Tale aspetto è ulteriormente accentuato nelle creazioni a tema religioso, verso il quale Paolo Polli ha sempre dedicato una costante passione. I valori legati all'antica tradizione storica, uniti all'elevazione spirituale nel trascendente alla quale l'opera d'arte può permettere di accedere, hanno dato vita ad un capolavoro come "Il Cristo". L'interpretazione di Gesù crocifisso si carica di un'intensa componente emotiva, innalzando il Corpo martoriato nell'aurea dimensione contemplativa del Divino. Ancora una volta la lavorazione è quella della fusione in ottone bagnata oro, in perfetta armonia con la solennità e il misticismo religioso degli aspetti trattati.
Per questi motivi il Maestro ha introdotto la stessa tecnica anche per la realizzazione di alcuni fregi, in un'opera unica nella sua pregiata fattura: un tabernacolo in radica di noce, destinato ad una chiesa missionaria del Madagascar, su commissione delle Piccole Serve del Sacro Cuore, un ordine religioso con sede a Torino.
Altra tematica affrontata da Paolo Polli in ogni sua espressione artistica è quella della vita brianzola, a lui molto cara, in quanto espressione profonda del suo senso di radicamento nelle realtà locale. Nativo di Annone, l'artista ha saputo affondare solide radici all’interno della realtà culturale brianzola, fondando una sensibilità che ha trovato graduale estensione, fino al raggiungimento degli apici del panorama artistico contemporaneo. Egli ha maturato quella dimensione poetico-espressiva capace di determinarne l’aspetto emblematico nella realtà di Annone, divenendo poi un essenziale modello di riferimento per i suoi successori.
"Le quattro stagioni in Brianza" (cm 38 x 68 x 6 cadauna) sono quattro formelle in ottone, con staffe in terra bagnata in oro. Ognuna di esse racchiude un frammento della vita brianzola, cogliendo in ogni stagione le attività più caratteristiche. L'accurata ricerca degli equilibri formali, la solennità compositiva e l'utilizzo dell'oro elevano gli umili gesti della vita contadina ad una dignità profonda, eternizzante. Ogni forma racchiude un gesto, un mestiere, ogni gesto si cristallizza in una dimensione assoluta, espressione dei valori fondanti di una storia, di una cultura, di un popolo. Le figure, magistralmente plasmate a bassorilievo, vibrano di una vitalità interiore, scaturita da un modellato morbido e pittorico, grazie alla predominanza della linea curva. La superficie della materia assume una percepibile dimensione tattile, grazie all'accurata lavorazione dei piani, ed alle variegate texture degli elementi trattati.
La rara sensibilità, acquisita da Paolo Polli nelle tecniche di fusione, gli permise di realizzare una delle sue più importanti commissioni: la scultura dedicata a Stefano Casiraghi, l'eroe dell'offshore perito durante una gara di motonautica. L'imponente fusione in bronzo a cera persa (cm 120 x 230) fu calata in mare nel 1991, nella Grotta Azzura dell'Arengario, rendendo eterna la memoria di un campione, attraverso il perpetuarsi della materia, avvolta dalla dinamica mutevolezza dell'acqua.

LA CARICA INNOVATIVA: SINTESI, ENERGIA, DINAMISMO
Uno dei problemi essenziali relativi alla concezione scultorea nel contemporaneo è quello riguardante alla sua stessa strutturazione formale. Lo sviluppo della realtà urbana sembra apparire una minaccia alla tradizionale posizione privilegiata della scultura, che rischia di scomparire, confondendosi tra l'infinita molteplicità di edifici e strutturazioni architettoniche. Come potrebbe assumere una sua dignità, e una sua validità l'opera scultorea da esterno? Come coniugare l'estetica delle forme plastiche con la vasta dimensione dello spazio ambientale? Come trovare una forma scultorea che sappia emergere ed armonizzarsi con un panorama tanto complesso quanto dispersivo?
Il dialogo scultura-ambiente è uno degli aspetti profondamente indagati nella ricerca di Paolo Polli, consentendogli di innescare quel particolare processo evolutivo di cui si è annunciato.
Tale percorso ha visto la trasformazione dai volumi plastici di concezione classica alla sintesi delle moderne forme, ed era già presente in fase embrionale nel 1974, in un progetto scultoreo eseguito in occasione della costruzione del Comune di Annone.
Lo strabiliante risultato al quale Paolo Polli è riuscito ad approdare con le sue ultime creazioni è la sorprendente carica di energia creatrice, che esse irradiano grazie al nuovo, potente slancio innovativo. Ciò che le contraddistingue nella loro unicità è il perfetto connubio tra l'eleganza nella linearità della forma e la semplicità della materia utilizzata. Paolo Polli infatti, attraverso la fusione di materiali poveri come il ferro, l'acciaio ed il corten, riesce ad ottenere sculture di rara eleganza e di una leggerezza tali da tradire la reale composizione materica. L'abilità del Maestro si evince dalla sua incessante ricerca della forma per eccellenza, di una dimensione assoluta, totale, capace di condensare in una forma unica ed essenziale tutte le possibili forme.
Il primo segreto è quindi la sintesi formale, unita alla semplicità dei materiali, enfatizzati nel loro autonomo valore espressivo.
Paolo Polli ha attraversato la tradizione, per trasformarla in innovazione, ha esplorato la complessità per giungere a trascenderla, mutandola in essenzialità. Solo una compiuta maturazione permette all'artista di effettuare un salto evolutivo di tale portata: solo attraverso una completa acquisizione degli stumenti, delle regole, delle storia e dei linguaggi dell'arte questi possono essere superati. Mettendo in atto l'autonoma libertà creativa, scaturisce l'invenzione, che è innovazione.
Polli riesce così ad arricchire d'intensità espressiva, energetica ed estetica le forme scultoree, sottraendo anzichè aggiungere, rivelando la potenza dell'essenza. La semplificazione formale è direttamente proporzionale all'efficacia contenutistica: la scultura diviene una sorta di cella energetica che si dispiega allo stato puro.
L'importanza della connotazione poliedrica dell'artista è particolarmente presente in questa fase creativa, sviluppando la sua particolare abilità nello svelare l'aspetto duplice e complementare di ogni linguaggio artistico. Il Maestro infatti riesce a cogliere la connotazione scultorea della pittura e la caratterizzazione pittorica della scultura. Nei suoi dipinti spatolati ad olio emerge la pittura come materia, evadendo da una sua concezione puramente bidimensionale, ponendo in luce il suo oggettivarsi come corpo tridimensionale. Le sue sculture di nuova concezione sono invece intimamente legate al disegno ed alla linea, in quanto nascono da una sorta di bidimensionalità che si tridimensionalizza. E' dunque un'esperienza scultorea che si sviluppa dal piano, per mutarsi poi, come per magico incanto, in un sapiente interscambio di superfici energetiche, costituenti forme dinamiche all'interno di uno spazio.
Altro fondamentale aspetto, connesso tradizionalmente ad una concezione pittorica, è l'introduzione della componente cromatica in scultura. L'abilità di Paolo Polli consiste nell'avvalersi semplicemente della capacità propria dei materiali di assumere particolari colorazioni, sfruttando le caratteristiche intrinseche alla materia stessa. L'ottone lucidato a specchio, il corten e l'acciaio, accostati tra loro donano una policromia di contrasti di elevata raffinatezza e di notevole impatto emotivo.
Queste realizzazioni hanno visto il passaggio dalla dimensione di modelli (1m di altezza) alla più ampia scala di opera ambientale, dove l'artista ha saputo coniugare in perfetta armonia la forma scultora con la complessità spaziale.
La principale conquista di Polli è la capacità di smaterializzare la pesantezza dei materiali, in rapporto alle imponenti dimensioni, uscendo vittorioso verso l'ispirazione alla leggerezza.
Egli riesce a coniugare l'estetica delle forme plastiche con il vasto panorama dell'ambiente esterno, grazie alla sua capacità nel considerare la forma scultorea nella sua relazione di reciprocità rispetto allo spazio nel quale è immersa. La scultura non è pertanto percepita come una forma chiusa, isolata, inglobata in sè stessa, ma è la risultante di un interscambio attivo e dinamico con il vuoto dell'ambiente nel quale agisce. I piani e le linee che generano l'opera vengono pertanto a costituirsi secondo le forze energetiche sprigionate dalla perfetta fusione tra pieni e vuoti, tra spazio e materia, tra ambiente e scultura. Ad avvalorare questa percezione totale contribuiscono alcune basi circolari rotanti, sulle quali sono poste alcune creazioni, accentuando l'apertura verso una visione dinamica a 360 gradi della dimensione scultorea.
L'aspetto onirico, il collegamento tra spazio, interiorità e memoria sono altri valori fondanti che permettono alle forme scultoree di emergere all'interno di una sorta di magma esistenziale: gli elementi lucidati possono rivelare il rapporto di duplice rispecchiamento tra la realtà esteriore e la dimensione del sogno, dell'inconscio, del simbolo,...
Le tematiche affrontate muovono dal percorso di graduale evoluzione affrontato dal maestro, attingendo all'inesauribile fonte della sua poetica. Incontriamo così il tema religioso nella "Madonna della vela" e la carica energetica creatrice del lavoratore brianzolo nel "Monumento alla mente umana". La continua tensione verso la dimensione estetizzante è profondamente incarnata in opere come "Armonia danzante", "Bellezza giunonica", "La fortuna" ed "L'unione della forza", caratterizzate da un ritmo armonioso, fluttuante, echeggianate di profonde, musicali suggestioni.
E' compito della sensibilità dell'osservatore saper abbandonarsi all'estatica ebrezza di forme tanto leggiadre, quanto intrise di una vitale essenza che se, colta nella sua intimità, traccia indelebile la sua impronta, fonte di un'evoluzione incessante.


LETTURA CRITICA E ANALISI DELLE OPERE

"Monumento alla mente umana": una celebrazione all'ingegno della cultura brianzola
Il “Monumento alla mente umana” (mt 4,7 x 6,5)è un imponente complesso scultoreo che fonde la leggera eleganza dello sviluppo formale con una notevole profondità semantica: le sette sculture svettano caricandosi dell’energica capacità creativa e produttiva della mente umana. Il complesso scultoreo diviene metafora del lavoratore brianzolo il quale, nel corso dei secoli, ha dimostrato notevoli abilità, sviluppando la nobile pratica della fusione del ferro che ha condotto alla costruzione delle fonderie, fondamentali fonti di sussistenza. La scelta di questo materiale per la realizzazione del “Monumento alla mente umana” è in decisiva corrispondenza con l’aspetto contenutistico di cui esso si avvale. Al centro del basamento circolare, evocazione della terra, madre generatrice dell’umanità e della materia, vi è l’uomo, la cui forma armoniosa ricorda quella di un violino: la mente umana genera forme, idee, innovazioni, unendo la creatività artistica alle abilità manuali. L’essere umano riesce così a dominare l’austerità della terra con ingegno e fatica, così l’artista plasma una materia dura e pesante come il ferro, trasformandola in leggiadre figure. Accanto all’uomo emerge la fondamentale presenza della donna, la cui sagoma tondeggiante suggerisce l’idea di gravidanza, di germinazione e generazione della nuova vita. Altre cinque forme si dispongono a rotazione: una di esse rivela l’elegante imponenza di un grifone rampante, altre svettano fluide e slanciate con le loro guglie, altre due, simili e di dimensioni inferiori, ricordano strutture di lucide carrozzerie motociclistiche. Paolo Polli è giunto ad un risultato di sublime efficacia espressiva: la sintesi formale, nella sua lucida linearità, permette di svelare la pura essenza del reale, conducendo lo spettatore alla scoperta della relazione di reciprocità tra significante e significato. La forma circolare della base di appoggio accompagna l’osservatore in un percorso visivo dinamico, dove egli potrà godere della reciproca interazione energetica tra le singole opere. Ogni forma non è quindi un elemento a sé stante, ma parte inscindibile di un insieme organico e coerente, dotato di forze che sembrano sprigionarsi dalla riverberante lucidità, dalle slanciate curve e dalle ariose cavità delle strutture metalliche.
L'intensa carica suggestiva propria di quest'opera è ulteriormente avvalorata dal sapiente utilizzo delle fonti luminose: alcune sorgenti artificiali, strategicamente poste all'interno delle forme scultoree, sprigionano una potente carica emozionale durante le ore notturne. Il "Monumento alla mente umana" rivela così il suo aspetto nascosto, mutando i suoi elementi in percezioni oniriche, misteriose, vaganti. La creazione sembra pertanto rivelare le due dimensioni proprie della mente umana: la razionalità e l'inconscio. La compenetrazione dell'aspetto dualistico dell'individuo, trova riscontro nella teoria della mente bicamerale, secondo la quale il cervello umano presenta una componente razionale-scientifica (emisfero destro), unita ad un aspetto istintivo-artistico (emisfero sinistro). Possiamo quindi leggere il complesso scultoreo come una duplice rivelazione di questi due aspetti: il giorno mostra la predominanza della ragione e dell'ingegno scientifico; la notte fa emergere la dimensione complementare ed opposta, in cui dominano le qualità emozionali e poetiche, le pulsioni ed i sogni.

 

"Madonna della vela": il tema religioso eternizzato nella storia

"Dolcemente
lasciarsi cullare,
ascoltar
sussurrare le onde,
intimo specchio
dei nostri cuori,
limpida luce
di queste acque.
Soave abbraccio
di ogni anima sola e vagante,
Eterna Madre
col tuo manto avvolgi
queste tue navi fluttuanti
e disperse,
riportandoci sereni
alla Via."

Quest'opera racchiude in una sintesi di rara eleganza la solennità del tema religioso con l’espressione totale della storia: la “Madonna della vela” diviene l'emblema di ogni tradizione che pone la sacra protezione della Vergine Maria sulle tormentate acque marine e in particolare lacustri. È  proprio dai suggestivi scenari degli specchi dei laghi che l’artista ha colto la connessione tra l’imbarcazione e l’aspetto religioso, rivelazione della costante aspirazione spirituale interna alla sua ricerca artistica.
La scultura unisce infatti due suggestioni fondanti dell'esperienza di Paolo Polli: il misticismo religioso prende corpo nella soave purezza formale della Vergine, avvolta dalla doppia forma della vela che, estendendosi e dilatandosi nella sua essenzialità, diviene nel contempo onda e imbarcazione.
Essa incorpora nella sua sintesi tutte le forme che ne hanno determinato il processo evolutivo, dall’antico comballo alle moderne regate veliche. Paolo Polli ha maturato la consapevolezza verso questa tematica, intensamente esplorata anche attraverso l'espressione pittorica, in opere quali "Le vele della vita", "Unione della dottrina", "Regata velica", "Comballo". La funzione simbolica e metaforica della barca emerge in ogni sua esperienza artistica, acquisendo una dimensione ancor più organica se letta all'interno del suo percorso evolutivo. Ogni opera si rivela pertanto una traccia fondamentale, in cui la visione dell'imbarcazione fluttuante nel lago, si dilata verso una dimensione più intima e profonda. Ognuno di noi può cogliere il proprio spirito vagante, all'interno del magmatico oceano esistenziale... Ora sola, ora con altre "vele", ora sconvolta dal vento, ora leggera e tranquilla, la nostra anima incessantemente viaggia, nella speranza di un orizzonte di luce.

"Armonia danzante": quando il suono prende forma nell'azione
In "Armonia danzante" assistiamo alla pura rivelazione sinestesica attraverso il linguaggio scultoreo. Il suono, il ritmo, l'azione si condensano nell'essenza della linea vibrante, che leggiadra e fulminea traccia eleganti figure. L'opera, trascendendo la rappresentazione naturalistica, coglie nell'istante il movimento ritmico della danza, perpetuandolo nel dispiegarsi dell'armonia formale. Paolo Polli in questa sublime creazione ha oltrepassato il limite del contingente: non vi è intento di ritrarre un particolare soggetto danzante, ma l'atto stesso della danza in sè, l'assolutizzazione armonica scaturita dall'azione del ballo, elevandosi in una dimensione universale.
Le eleganti forme scultoree scaturiscono da un'astrazione figurativa, in quanto si danno alla visione a partire da un'attenta e approfondita analisi del cosmo naturale e dei suoi ritmi. L'artista, analogamente alla natura, è colui che crea le forme, approssimandosi alla loro genesi e riportando alla luce la loro origine prima, la radice, l'essenza. Polli ha quindi la capacità di rendere visibile l'invisibile, attingendo con sensibilità sapiente le forme, dal confuso universo esistenziale in cui sono immerse.
"Armonia danzante" si rende diretta espressione della sensibilità del maestro di cogliere i flussi energetici che attraversano le figure, nel loro processo di evoluzione dinamica. Esse non sono ferme e immutabili: la staticità scultorea è la morte, il continuo divenire è la vita che si dilata nello spazio e nel tempo, grazie alla formazione. Tale abilità nell'attivare l'interconnessione dinamica nella materia scultorea era già emersa in opere come "La contesa" , in cui la carica vitalistica si manifesta attraverso il linguaggio figurativo naturalistico. Paolo Polli è pertanto approdato ad un efficacia espressiva di notevole livello, innalzando la scultura ad un linguaggio capace di coinvolgere l'interezza della dimensione sensoriale.

"La fortuna": l'eleganza dell'essenza
Dinnanzi a "La fortuna" assistiamo ad un capolovoro di sorprendente eleganza nella sua estrema essenzialità: due soli piani s'intersecano, liberando un'armonia estetica di rara sensibilità. L'opera è strutturata attraverso sapienti giochi di alternanze e di contrasti complementari, in perfetto equilibrio. Le due superfici sono infatti l'una il completamento dell'altra: l'affusolata, suadente figura è appena delicatamente sfiorata da una morbida forma, ariosa, non occlusiva, ma dilatata in un ampio respiro.
L'intersezione dei due piani si dispiega nei loro contrasti cromatici e luministici: la calda e opaca tonalità del corten valorizza la fredda, riverberante lucidità dell'acciaio lucidato a specchio.
Le basi, generanti lo sviluppo dei piani in verticale, riprendono i contrasti degli stessi, sovrapponendo la forma ellittica e riflettente della figura, a quella circolare del basamento d'appoggio.
Un risultato di perfetto connubio, avvalorato dalla notevole scala dimensionale (cm 250 x 100) in cui "La fortuna" si eleva in tutto il suo splendore, propiziando l'estatica esperienza della contemplazione artistica.

"Bellezza giunonica": fresca morbidezza estetica
In quest'opera Paolo Polli ha saputo esprimere l'essenza di una concezione estetica fresca, viva e pulsante, attraverso scelte formali che rivelano la consapevolezza di una maturazione profonda.
La linea curva, morbida, generatrice di forme e di vita rivela un'idea di bellezza che trascende i canoni, la tradizione e la soggettività, per svelarci un nuovo territorio di ricerca, dove emergono la semplicità e la purezza come preziosi valori fondanti.
Dinnanzi all'elevata qualità del pregio scultoreo di cui l'opera si avvale, si può godere del travolgente abbandono sensoriale, innescato dalla fremente energia creatrice che in essa si genera e si espande.

"L'unione della forza": il fulcro di energia
Come suggerisce il titolo, questa scultura è la completa e totale condensazione della potenza energetica della materia. E' ancora una volta il meccanismo della sintesi essenziale che permette a Paolo Polli di ottenere un complesso di forme che, congiungendosi in un armonioso accordo, catturano ed espandono l'energia creatrice. La struttura centrale in acciaio lucidato sembra catturare e raccogliere l'energia, fino alla base delle sue radici, per riuscire poi a trasformarla e ad irradiarla nei due corpi laterali. Questi, innescandosi svettanti e ariosi in un suggestivo gioco d'incroci, assumono la doppia forma ad ali, suggerendo l'emanarsi di una moltiplicazione di forze. L'evento della concentrazione e dell'espansione energetica è avvalorato dalla dimensione altamente riflettente dell'opera, interamente realizzata con metalli lucidati, caricando all'estremo le potenzialità dinamiche della superficie scultorea.  Il contrasto cromatico delle forme corrisponde all'idea di unione di differenti forze espressive.
"L'unione della forza"  è in perfetta armonia con il percorso stesso dell'artista, che raccoglie in sè, grazie alle sue continue esperienze ed acquisizioni, una molteplicità di forze allo stadio potenziale, che costituiscono le sue solide radici; queste, grazie al linguaggio artistico, trovano diretta espansione nell'incessante concretizzazione formale delle sue opere.
Emerge il rapporto evento energetico naturale (la luce, il lampo) e opera d'arte, capace di captare, trasformare e superare il limite della percezione reale, collocandoci nello spazio assoluto della creazione.
Dott.sa Irma Zerboni

 

 

 

 


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