Dizionario Scultori

 
 

 

 

 

     

Santo Paolo Guccione

Santo Paolo Guccione
Galleria fotografica

E ‘ nato a Grammichele (CT) dove vive e lavora.
Dal 1970 al 1975 ha diretto il centro d’Arte “ NUOVO SUD” a Caltagirone. Suo Maestro fu il Prof. Michele Gulle ( Scultore)
Ha studiato presso l’Istituto Regionale d’Arte “ Raffaele Libertini” di Grammichele dove ha insegnato dal 1967 al 1996.Arte Applicata per l’Arredamento.

Mostre Personali:
dal 1961 al 2006: presso le seguenti Città:Grammichele-Catania-Palermo-Caltanissetta-Ragusa-Vittoria- Militello.V:C:-Palagonia- Licodia Eubea- Gela- Cugliate Fabiasco-Caorle-Milano-Ferrara-Città di Castello- Brescia-Caltagirone-Mirabella Imbaccari-Erlanghen-Furt-Norimberga  (germania) Ecc.

Mostre Collettive:
dal 1961 al 2006: presso le seguenti Città:-Catania-Grammichele-Messina-Siracusa-Melilli- Palazzolo Acreide-Enna-Napoli-Caltanissetta-San Cataldo-Paternò-Giarre-Caltagirone-Mineo- Campobasso-Palermo-Milano-Cavaria-Fano-Pesaro-Giardini Naxsos-Licodia Eubea- Genova- Reggio Calabria-Ispica-Ragusa-Roma-Brescia-Vittoria-Comiso-Forlì-Ecc-. Avellino “ArtEuropa”.

Bibliografia:
La Sicilia (CT)-La Voce del Salso (CL)-L’Ora (PA)-Palermo Sport- Fiamma Serafica (PA)-
Radio Libera Grammichele-Partecioazione Democratica(Caltagirone)-L’Arco (Benevento)-
Grafica 70 (MI)-Il Quadrato (MI)-Bolaffi Arte (TO)- Panepinto Editore (La Spezia)-Il Subbio RHO /MI) La Prealpina (VA)-Il Cavalletto (MI)- Il Tamburo (Grammichele)-La Voce di Ferrara-Il Resto del Carlino (BO)- Sicilia Imprenditoriale (CT)- Nuovo Sud (CL)-Avanguardie Artistiche (PA)-Artisti Siciliani Contemporanei (PA)-Artisti Italiani Contemporanei (PA)-Arte Contemporanea Regione Sicilia ( Edizioni RM)
-Artisti Contemporanei ( Alba Ferrara)- Artisti Contemporanei ( Acca ArteRoma)-
Catalogo Internazionale Tralli (BO)- La Gazzetta del Calatino ( Caltagirone)- Obbiettivo(Caltagirone) -Giornale di Sicilia (PA)-Boè (PA)-Artisti Italiani (Carello Editore Catanzaro)- Arte e Fede U.C.A.I. (Roma)- Catalogo degli  Scultori Italiani Mondatori- Artisti italiani del 900  Fabbri Editori-(MI) TVR XENON Caltagirone- T.F.N. (CL)- TGS (CL)- Video Mediterraneo Modica (RG)- RAI TRE (CT) – Catalogo degli scultori Italiani (Mondadori)-
Guida agli  Artisti Famosi nel mondo - I grandi  Maestri del XX° Secolo.( Istituto nazionale per i beni Artistici e Culturali) - Avanguardie Artistiche 2005/06.(PA)

Di lui hanno scritto:
V.Marzilla-P.Vittorino-B. Barbieri-F. Messina- F. Iannone- I. Privitera- L. Privitera- G. Pluchino- E. Leopardi- G. Guastella G. Leone. G. Scionti- F. Altamore- M. Inzirillo-  F. Spena- A. Gerbino- G. Congiu- P. Trevisano –M. DeSimone- P.A. SanGiorgi- F. Capra Secchieri- M. Bracciante- F. Torrisi- L. Damigella- S. Cosentino- G. Manzella- G. DiBella- G. Palermo- E. Speroni-M. Palminteri-P. Parietti- F. Tralli-N.Merlini.-A. Messina-P.Giudice- S. Cona.

Premi ricevuti:
1° Premio E.P.T. San Cataldo (CL)- Coppa E.P.T. (CL)- 1969/70.-Medaglia d’oro
Rassegna Nazionale d’arte (CL).1970- Omaggio all’artista  (CL) 1973- Leone d’oro (FI) 1978-
Premio Leonardo da Vinci (Roma) 1984- Premio Europa Leone d’oro (FE) 1983- Premio Ippocampo d’oro (Roma) 1984 Medaglia d’oro Vessillo Europeo dell’arte. Cavalcatone (CR)-
Premio Culturale Apollo (BO) 1984- 1° Premio per la scultura  Fano  1985 –Parlamento Mondiale  U.S.A.  Premio Fiaccola d’oro-
Premio Oscar d’Italia-.
Premio Nazionale- Letterario –Artistico-Giornalistico- Siracusa.

 

Sue Opere si trovano in Collezioni Pubbliche e Private, in Italia e All’Estero:
New York-Lugano-Porto Veio Brasile-Norimberga (D)- Erlanghen (D)- Furt (D)- Lima- Milano- Genova-Torino- Ferrara-  Carole-Firenze-Roma- Tolfa- Reggio Calabria- Napoli- LaSpezia- Messina –Venezia- Cento- Barcellona P.G. – Città di Castello- Brindisi- Lecce- Caltanissetta-Siracusa- Taranto- Palermo- San Cataldo- Comiso-Enna- Catania-Militello V.C.-Palagonia- Gela- Caltagirone- Ancona- Cugliate Fabiasco-   Varese- Capralba- Ma zara del Vallo- Trapani- Marsala- Agrigento-  Wiesbaden (D)-Ghirla (VA) – Marchirolo (VA)-

Referenze:
Associazione Artistico Culturale “ Esarte”  Grammichele (CT)  tel-347-6494106-
Federazione Italiana Arti Figurative  ( FIAFi)  Siracusa tel-  347-0363508-333-6365231-
ARCUS ARTE Grammichele  (CT) -
Galleria d’arte  Firme d’Autore  Giarre (ct)
Via Manzoni,88-Scala A-tele-fax. 095-931547. cell. 330.589103-328.1172029- 

Studio Laboratorio: Via E. Cialdini, 93/95.
95042 GRAMMICHELE (CT)
cell-340-6455764
santopaologuccione@tiscali.it

Sue opere sono in permanenza presso:
Galleria “ESARTE” Grammichele (ct)
Galleria  d’arte “ Firme d’autore”
Giarre (ct) via Manzoni,88 scala-A
Tel-fax-095 931547-cell.330 589103.

 


 

L’immagine riesumata
 Una mostra di presepi di Santo paolo Guccione: uno scavo nella preistoria, una sequenza di figure, quasi sognate, che riemergono dal legno e dalla pietra, come riesumate da un sonno eterno, dalla dimenticanza del tempo.

Mentre mi aggiro tra i presepi di Santo paolo Guccione, nel silenzio del luogo e della bella e unica piazza, sconvolta dai lavori di restauro, che la rifaranno più grande e più bella che pria, alla mente mi torna, in contrappunto, il cesello in argento di Raspini, caparbiamente ricavato in misure da miniatura per il cilindrico presepe portacandele, dal quale emergono figure nette, esatte, nitide; malgrado le dimensioni da ricamo ridotte a pochi millimetri, rivedo le figurine, mosse dal ruotare lento della mano, che proiettano sul muro le loro ombre tremolanti alla tenue luce della candela, riesumando la preghiera dimenticata  dei pastori,l’ombra della capanna, una traccia di paese, di case, due palme, i tre re magi.  Come in un vecchio Lumiere o in un gioco d’ombre cinesi.  La nitidezza è garantita dall’abilità del cesello, ma soprattutto dalla duttilità del materiale, dalla sua malleabilità, dalla fusione dell’argento che intasa i pori, li riempie, si  distende preciso, prima di solidificare nella forma.
Ed ecco il contrasto: nell’ovattato sottofondo musicale dei notturni e dei Valzer di uno Chopin da troppo tempo trascurato, l’affabulante amico scultore mi descrive i materiali diversi in cui i presepi sono modellati, scavati, svegliati da un sonno di placenta universale: non più l’argento malleabile e molle, ma la pietra. Anch’essa eterna, ma dura, compatta, rigida, granitica, quasi immutabile: pietra pece di Ragusa, pietra alabastrina chiara o scura, teneramente e tenuemente sfumata d’azzurri, arenaria di  Sabucina, in cote di fiume, il limestone candido e orientale, la basaltina di Vizzini. E la selce primitiva, la più dura, l’intrattabile, il coltello, l’utensile, lo scalpello, il rasoio della preistoria.
Mi racconta, l’amico, del suo rovistare tra le cave per trovare la pietra e di come la forma stessa di un detrito gli suggerisca il soggetto da ricavare, la posa da creare, l’immagine nascosta da portare alla luce,  la figura; quasi che posa e forma e figure siano rimaste nella pietra prigioniere e avvinghiate, nascoste e protette nei secoli e il detrito gli comunichi l’ansia loro di riemergere, districarsi, rinascere,sbocciare.
+” Le pietre parlano “, mi dice “ ed io non faccio altro che estrarre con lo scalpello quello che in esse è sepolto dal tempo. Ho imparato a seguire le tracce che esse stesse mi indicano, ad ammorbidire le loro resistenze affondando lo scalpello tra le pieghe, le fessure degli strati, a imboccare il tracciato che esse mi invitano a seguire. Soltanto in questo modo, la loro durezza contro cui si stancava il martello, l’attrezzo per lo scavo, contro cui cedeva la fresa, si frantumano, allentano la morsa, si lasciano modellare”.
Questo mi dice, innanzi a quei volti accennati nelle grotte naturali d’alabastro in cui la sacra famiglia si aggrega in un abbozzo, in un accenno, si desta dal millenario letargo di pietra. Questo, innanzi al bambinello che, nel cote di fiume, riemerge dalla pietra rotonda come da una culla, ma la sua posizione, quasi in croce, ci riconduce al suo sacrificio, riannoda la curva del tempo e lo ripropone alla  nostra quotidiana dimenticanza.
E mi invita a toccare le opere, a tentare gli anfratti, per deludere, attraverso  l’occhio tattile delle mani, la freddezza della pietra e riscoprirne il calore che essa è capace di trasmettere¸per saggiarne la durezza, ma percepire nella carezza il lavoro paziente, la levigatura, la resistenza, l’ostinazione cocciuta di chi ha saputo liberare ciò che era nascosto dai suoi vincoli eterni.
Qui , la natura è sovrana.
E questo avviene non soltanto nella pietra, ma anche nel legno d’ulivo, nelle sue radici contorte e convulse, di per  sé immaginifiche,  nei materiali di risulta, nel plexiglass, nei ferri , nei tubi, scovati nelle discariche, dormienti e inutili per tutti, ma non per Guccione, che li intriga, li sveglia, li modella, li piega alla sua volontà per farne strumento e ricavarne oggetti preziosi, stella, casa, bastone,culla.
Non saprei se Santo Paolo Gruccione abbia avuto o abbia maestri, se a qualcuno si ispira, se qualcuno gli ha fornito, come si dice, motivo di confronto.
La sua originalità mi pare unica.  E  lo conferma il fatto che i suoi presepi in terracotta maiolicata o smaltata (due ce ne sono ), quasi studi, quasi prova di colore, quasi  prova d’artista, non ricordano, non sembrano avere riferimenti, pur nella grande quantità di maestri(pochi) ed imitatori (tanti), che questa abusata materia a diffuso a Grammichele e nel vicinato: sono diversi, nuovi, quasi pietra, quasi scultura, forse bassorilievo, e il colore, lo stesso per entrambi, si disperde e si muta nella  temperatura diversa del forno, che diventa complice e artista esso stesso elo seziona, lo frantuma, lo spezza, conferisce toni inattesi, sfumature impensate.
Questa la personale di presepi. Ad essa si mescolano minuziose e gradevoli serigrafie dello stesso Guccione,  alcune acquerellate, preziose per la tiratura limitata: paesaggi locali e dell’hinterland, prospetticamente pregevoli e sinuosi, donate alla locale Casa Comunale perché ne faccia rassegna permanente d’uno dei suoi figli entusiasti.
La mostra ,inaugurata in Dicembre, sarà visibile ancora in Gennaio, su richiesta delle scuole,chè ne facciano percorso didattico per l’uso della pietra, per il riciclaggio dei materiali,per lo stimolo di un istinto creativo che non abbia confini, per l’omaggio alla giovanile esuberanza di un insegnante in pensione, ancora intatto nella volontà di insegnare, di credere e di entusiasmarsi. Asessant’anni.
                                                                                                                 Antonio Amico

Da L’Obiettivo  Caltagirone 12 Gennaio 2007- anno 4, numero1, quarantanove .
Silvio Di Pasquale Editore.


Santo Paolo Guccione è un artista , con il quale entri subito in sintonia.
La sua arte ti trascina e ti fa subito sentire coinvolto.
E’  colui che nella viva pietra, nel legno, nella materia morta, ti fa scoprire che, prima della materia , c’è lo spirito, c’è l’idea, c’è la bellezza che è in te vivifichi, sublimi senza per altro modellarla come statua finita.
Santo Paolo Gruccione è in grado di farti “ vedere “ ciò che “ lui vede “ in un pezzo di pietra o legno o altro materiale: che prima credevi che fosse solo un oggetto inanimato.
Per mezzo suo scopri tutto il mondo della bellezza, della poesia, della storia dei sentimenti umani, dal classico ai nostri giorni, che si può vedere in quel pezzo di pietra o marmo.
Ti meraviglia, ti parla e ti “sconvolge” come il grande”Maestro” con i suoi “Prigioni”: l’ideale precede il reale; la bellezza è immanente in tutto il creato.                              
Ti mancavano solo gli occhi del tuo spirito per scoprirla.

                                                                           Mons. Ignazio Sbona

Siracusa 26 agosto 2006-

 

 


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