Dizionario Scultori

 
 

 

 

 

     

Leonardo Cumbo

Leonardo Cumbo
Galleria fotografica

Nato a Caltanissetta il 17/04/1967. In possesso della maturità scientifica, si è cimentato per qualche tempo negli studi medico-scientifici, conseguendo, nel frattempo, il diploma di Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo nel ‘93 e la maturità d’arte applicata presso l’Istituto d’Arte “F. Juvara” di S. Cataldo (CL) l’anno successivo. Ha frequentato corsi estivi internazionali presso: l’Accademia di Belle Arti di Perugia nel ‘83 e presso l’Art League Students’ School di New York nel ‘90. E’ docente di Plastica Ornamentale presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.
Vincitore d’importanti premi, ha partecipato a numerose rassegne d’arte contemporanea di spessore nazionale ed internazionale in località italiane e straniere e a simposi internazionali di scultura per arredo urbano, riscuotendo lusinghieri riconoscimenti da parte della critica, e ragguardevoli consensi da parte del pubblico e del mercato dell’arte. Ha realizzato sculture di grandi dimensioni per l’arredo urbano di piazze e giardini pubblici in diverse città italiane e straniere utilizzando differenti materiali tra cui:
La pietra arenaria di Sabucina, il bronzo, il travertino, la pietra lavica, il peperino, l’onice, la terracotta, l’acciaio inox, il cemento, l’acqua e la luce artificiale.
Sue sculture monumentali e fontane si trovano negli spazi pubblici dei seguenti Comuni:

 Aragona (AG), Atri (TE), Bacoli (NA), Balestrate (PA), Belvedere Marittimo (CS),  Berlino (Germania), Bicocca (CT) , Caltanissetta, Castiglione Cosentino (CS), Conza della Campania (AV), Crotone, Giardinello (PA), Godrano (PA), Huesca (Spagna), Joppolo Giancaxio(AG), Lipari (Eolie-ME), Mazara del Vallo (TP), Montedoro (CL), Monzon (Spagna), Mussomeli (CL), Novara di Sicilia (ME), Palermo, Piazza Armerina, Quartu Sant’Elena (CA), Roccalumera (ME), S. Flavia (PA),  Stromboli (Eolie-ME), San Benedetto del Tronto (AP), Teulada (CA) , San Cataldo (CL), San Mauro Castelverde (PA), Terrasini (PA), Tottea di Crognaleto (TE), Trevignano Romano (Roma), Utebo (Spagna), Vitorchiano  (VT), Zagarise (CZ).

Da qualche tempo si dedica anche all’organizzazione e alla direzione artistica di simposi internazionali di scultura e al coordinamento di laboratori d’arte internazionali.
La sua attività artistica spazia inoltre nel campo della sperimentazione fotografica, della video-arte e della computer-art.

“Artista poliedrico, ha sondato le potenzialità espressive ed estetiche di materiali tradizionali e di quelli meno consueti, attraverso la sperimentazione di strumenti e tecniche diverse. L’ironia espressiva, leit motif dell’artista, è rappresentata con una simbologia colta dall’universo del quotidiano sia attraverso la creazione di sculture e installazioni polimateriche multimediali ed interattive, che attraverso la scolpitura di grossi monoliti.”

 

Attività artistica  dal 1987:

1987:  Natale Arte, Terme di Acireale (CT) - Grand Prix d’Europe , Sala San Michele del Ministero Beni Culturali, Roma
1988:   Grand Prix d’Europe , Castel dell’Ovo, Napoli - 4° Ed. Artisti Italiani e Stranieri per le Isole Eolie , Sez. sculture in pietra  lavica, Lipari (ME)                                                                                                                                      
1989: 13° Concorso La Telaccia d’Oro  ’, galleria d’arte ‘La Telaccia’, Torino - Realizzazione di una scultura per arredo urbano in pietra lavica 5° Ed. Artisti Italiani e Stranieri per le Isole Eolie , Sez. sculture in pietra  lavica, Stromboli (ME) - 1°Premio Internazionale di Scultura  “Antonio Canova” , Centro Culturale Banca d’Italia, Roma e Castello Orsini, Castel Madama (RM) - Quando il segno crea ,  Centro Culturale Banca d’Italia, Roma .
1990: 14° ConcorsoLa Telaccia d’Oro  ’, galleria d’arte ‘La Telaccia’, Torino -  Realizzazione di una scultura per arredo urbano in pietra lavica 6° Ed. Artisti Italiani e Stranieri per le Isole Eolie , Lipari (ME) - Realizzazione di una scultura per arredo urbano in pietra basalto, FareArteinSardegna ‘90 , Quartu Sant’ Elena (CA)
1991: 1° Premio Internazionale di Scultura “Giuseppe Mazzullo“ , Monte di Pietà,  Messina  - Realizzazione di una scultura per arredo urbano in pietra bianca  2° Biennale di Scultura su pietra , Castigilone Cosentino (CS) - Realizzazione di una scultura  per arredo urbano in pietra lavica 7° Ed. Artisti Italiani e Stranieri per le Isole Eolie,  Lipari (ME) - Realizzazione di una scultura per arredo urbano in pietra peperinoSculture per la Calabria , lungomare di  Belvedere Marittimo (CS)
1992: Realizzazione di una scultura per arredo urbano in pietra trachite rosa Premio Teulada , Teulada (CA)-   2° Premio Nazionale di Scultura “Giuseppe Mazzullo” , Santa Marina Salina (Isole Eolie) - lI Cristo dei Minori , mostra-concorso per la realizzazione di un crocifisso, Chiesa San Francesco Immacolata, Messina
1993: 23° Premio Suzzara  a cura di E.Crispolti, P. Fossati e A. Negri, Galleria Civica d’Arte Contemporanea, Suzzara (MN) - 3° Premio Nazionale di Scultura “Giuseppe Mazzullo “ ,  Santa Marina Salina (Isole Eolie) - 3° Biennale d’Arte Sacra  a cura di Paolo Giansiracusa, ex chiesa dei Cavalieri di Malta, Siracusa - 4° Premio Nazionale di Scultura “Giuseppe Mazzullo” , chiesa di S.Marina Salina (Isole Eolie) e Palazzo dei Duchi di S.Stefano, Taormina (ME) -Realizzazione di una scultura monumentale in travertino”Omaggio a San Francesco “, Santuario di Greccio (RI) - Sei giovani Autori in cerca di...  a cura di Marcella Martinez e Francesco Carbone, Palazzo Comitini, Palermo
1994:  Sei giovani Autori in cerca di...  a cura di Marcella Martinez e Francesco Carbone, Ex chiesa dei Cavalieri di Malta, Siracusa  - Realizzazione di una scultura per arredo urbano in pietra di Sabucina 1°Simposio di scultura,   Montedoro (CL) - Realizzazione di una scultura per arredo urbano in pietra di Sabucina, “Campo Arte ” a cura di Carmelo Strano e Giusi Bertini, Porticello (PA) - Settimana Artistica a cura di F. Carbone, I. Marucci e F.spena, TriscinaMare Hotel, Triscina (TP) - Un Idea dell’Arte in Sicilia - Estate a Palermo  a cura della “Fiumara d’Arte”, ex  Convento dello Spirito Santo, (PA) - 3° Mostra di Pittura Mediterranea  a cura di G. Marchese, Albergo delle Povere, Palermo - La Mosca Bianca  a cura di Franco Spena, galleria d’Arte Qal’At, Caltanissetta  - I Silenzi Immobili  a cura di Francesco Carbone, Aldo Gerbino e Franco Spena, Villa Comunale e Palazzo di Città, San Cataldo (CL)
1995: Nacach Mediterranei  a cura di Franco Spena, Casa Natale di Rosso di San Secondo, Caltanissetta  - Sacralità  a cura di F. Bonfiglio ed E. Lupinacci, galleria d’arte Qal’At, Caltanissetta e Centro Angelo Savelli, Lamezia Terme (CZ) - Sine Die , Percorsi d’Arte  a cura di F.Carbone, G.Mineo e  F. Spena, Palazzo Cavarretta Trapani, Teatro della Voce Bologna e Piazza Carmine Marsala -- Vie d’Uscita, I Cicli del Paradosso  acura di P. Lo Presti, galleria d’arte Qal’At, Caltanissetta - Sord-Nud , Proposte Siciliane d’Arte  Contemporanea  a cura di T. Garraffa, Casena di Villa Trabia, Palermo - Realizzazione di una scultura in pietra di Sabucina per arredo urbano 2°Simposio Internazionale di scultura,   Montedoro (CL) -  Topos  Rassegna internazionale di Scultura a cura di Generoso Picone, Villa Comunale, Avellino - Discontinua  a cura di Francesco Gallo, galleria ‘Piazza S.Placido’, Catania - Sei stanze d’artista  a cura di Emilia Valenza, galleria d’arte Qal’At, Caltanissetta - 4° Biennale d’Arte Contemporanea  “Discorso sull’Arte “ a cura di Aldo Casanova, Museo dei Nebrodi, Sant’Agata Militello (ME) - 5° Premio Nazionale di Scultura “Giuseppe Mazzullo” , Santa Marina Salina (Isole Eolie) - Mostra Nazionale di Scultura “Antonio Bonfiglio” a cura di A.Baratta e S.Palumbo, Eolian Inn Park Hotel, Milazzo (ME) - Arte in Estemporanea “Il centro storico diventa Galleria”   a cura di F. Polettini, Centro Storico di Salemi (TP) - “Immaginaria , Arte d’Avanguardia” , a cura di Francesco Carbone, Hotel Alceste, Marinella di Selinunte (TP) - Scultori  a cura di R. Di Liberti e S. Rizzuti, Monastero Santa Venera, Castelbuono (PA) - Arte in Video , Palazzo Beneventano,Siracusa - MusicArte contro tutte le Guerre, Palazzo Moncada, Caltanissetta 
1996: 1 Artista,1Opera 1 Mese , Centre Culturel Français,Palermo - Progetto Gipsos  a cura di Nicola Micieli, Museo Diocesano, Ariano Irpino (AV) e 8^ Galassia Gutemberg, Napoli - 2° Simposio   Internazionale di scultura in pietra bianca della Maiella  a cura di Giorgio Di Genova, Atri (TE)  - Realizzazione di una scultura per arredo urbano in pietra di Sabucina Scultori in piazza,  piazza Rettore Evola, Balestrate (PA) -  Realizzazione di una scultura per arredo urbano  in pietra di Sabucina, Scultori tra la gente per la gente, Joppolo Giancaxio (AG)- Realizzazione di una scultura per arredo urbano  in pietra di Mistretta, Sculture tra la gente per la gente, rotatoria all’ingresso della città, Crotone - Realizzazione di una scultura per arredo urbano  in pietra di Sabucina Scultura tra la gente per la gente, Lungomare, Roccalumera (ME) - Realizzazione di una scultura per arredo urbano in pietra di Sabucina Omaggio a Quasimodo, Roccalumera (ME) - 14° Premio Firenze  (sez.Arti Visive 3° ed.), Ex Convento del Carmine e Palazzo Vecchio, Firenze - Identità Plastiche  a cura di Maurizio Vitello, Chiostro S.Francesco, Montesarchio (BE)
1997: Rassegna Internazionale d’Arte Contemporanea ‘Cardiologia e Arte ‘97 ’ a cura di Sandro Trotti, Centro Congressi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma - EUROART ‘97  a cura di Ramòn Draper, Drassenas, Barcellona (SP) - Topos, Rassegna Internazionale di Sculture ed Installazioni  a cura di Generoso Picone e Franco Spena, Casa della Cultura “V.Hugo”, Avellino - Tra paradosso e ironia  a cura di Paola Serra Zanetti, Centro  Documentazione Ricerca Artistica Contemporanea “L.Di Sarro”, Roma -  Codice S  a cura di Pietro Ales, Auditorium S.Filippo Neri, Palermo -  Realizzazione di una scultura per arredo urbano in pietra peperino nell’ambito della Rassegna Internazionale di sculture monumentali ‘Sculture sul Lago ’, Lungolago, Trevignano Romano (Roma) - Realizzazione di una scultura in pietra di Sabucina per arredo urbano”4°°Simposio Internazionale di scultura, Montedoro (CL) -    Realizzazione di una scultura per arredo urbano in pietra di Sabucina ”1° Simposio Internazionale di Scultura” , Lungomare P. Impastato, Terrasini (PA) - Realizzazione di 2 fontane monumentali in bronzo per Piazza Rettore Evola ,Balestrate (PA) -  6° Mostra della Pietra Lavorata , Strada in Casentino,S.Niccolò (AR) - Luce ed Energia nella Forma Plastica Contemporanea  a cura di Simonetta Serangeli, Stadio Flaminio, Roma
1998: 1° Biennale d’Italia di Arte Contemporanea  a cura del Trevi Flash Art Museum,  Palazzo Lucarini,Trevi (PG) - Al-limite  a cura di Patrizia Ferri, Palazzo Ducale, Maierà (CS) - 1^Mostra Nazionale d’Arte Contemporanea - “Città di Balestrate ” a cura di Marcello Palminteri, Palazzo di Città, Balestrate (PA) - Realizzazione di una scultura in pietra di Sabucina per arredo urbano”5°Simposio Internazionale di scultura”, Montedoro  (CL) - Realizzazione di una scultura per arredo urbano in pietra di Sabucina ”1”°Simposio Nazionale di scultura”, Mussomeli (CL) -  Realizzazione di un gruppo scultoreo monumentale in pietra arenaria di Sabucina “ Rosa dei  Venti -Le Quattro Età, atrio del Municipio, Caltanissetta  - 18° Premio Pandosia , Marano Principato (CS)
1999: In forma di tracce   a cura di Aldo Gerbino, centro culturale di Largo Roma , Montedoro (CL) - Corpo di guardia       a cura di Paolo Balmas, Rocca dei Bentivoglio, Bazzano (BO) -  EtruriArte 10   sede fieristica,Venturina (LI) -  Biennale d’Arte 2000  a cura di L.Talarico , saloni Scuola Media, Monterosso Calabro (RC) - Realizzazione di una scultura per arredo urbano in alabastro “1° Simposio Internazionale di Scultura”, Sutera (CL) -  Realizzazione di una scultura monumentale polimaterica per la nuova piazza “Anfiteatro del 2000”, Giardinello (PA) - L’Arte Contemporanea per Nuovi Approdi Costruttivi  a cura di Barbara Martuccelli, ex Scuola elementare, Candela (FG) - Escultura  a cura di G. Strano,feria de muestras, Zaragoza  (Spagna).                                                  
2000:  Realizzazione di un monumento alla Giustizia in bronzo e travertino (1° premio Concorso Nazionale ), spazio adiacente alla nuova Caserma dei Carabinieri, S. Mauro Castelverde (Pa) - Realizzazione di una scultura per arredo urbano  in bronzo (I°Premio Concorso Nazionale indetto dal Ministero di Grazia e Giustizia), collocata nello spazio antistante l’aula-bunker di Bicocca (CT) - Realizzazione di una scultura per arredo urbano in travertino ascolano V Rassegna di “Scultura Viva” estemporanea, Molo Sud, San Benedetto del Tronto (AP) - Mostra internazionale  di scultura “Scultura Viva”  a cura di Carlo Melloni,Palazzina Azzurra , San Benedetto del Tronto - Realizzazione di una scultura per arredo urbano in marmo ungherese per la galleria d’arte Buttner Et Partner di Berlino, Motzen (Berlino).
2001:  Realizzazione di una scultura polimaterica per arredo urbano in bronzo, travertino,onice, terracotta, cemento, luci, ispirata alla novella di L.Pirandello “Ciaula scopre la luna”,   piazza  Madrice, Aragona (AG)- 1° Biennale d’arte contemporanea di Porto Ercole (II ed.), Forte Stella, Porto Ercole - “MAC 21”   Fiera Int.le d’Arte Contemporanea,Palacio de Feria y Congresos, Marbella (SP).
2002 : “La scultura”  a cura di Claudio Giorgetti, Centro espositivo “Delle Erbe”, Carrara - “Contemporanea 2002”  a cura di Francesco Gallo, Quartiere fieristico, Forlì.
2003 :Realizzazione di un monumento al Cavaliere Francesco Salamone per il cinquecentesimo anniversario della ‘Disfida di Barletta, Sutera (CL) - Sculptura”   Testimonianze di stili a confronto  a cura di M.T.Prestigiacomo, galleria Art Nuvò, Catania -  Realizzazione di un monumento allo ‘zolfataro’ (minatore delle miniere di zolfo) in bronzo e travertino romano, Caltanissetta - “CastArt 4”, Centro fieristico, Dusseldorf (Germania).
2004 : :  “ Calitri, Por amor al Arte”, mostra collettiva d’arte contemporanea a cura di Angela Ibanes, Fraga (Spagna);Realizzazione di un complesso scultoreo monumentale polimaterico “Pescatori di Miti”, Porto nuovo di Mazara del Vallo (TP), patrocinio del Ministero della Navigazione - “La Rosa”, mostra collettiva a cura di Miguel Angel Ortis, sala de exposiciones de la Camara de Comercio di Teruel (Spagna) – 1°Concorso Int.le di scultura su pietra arenaria della Laga, Tottea di Crognaleto (TE) - “Appartenenze” mostra collettiva a cura di M.A.Mamone, E.Mungiguerra e M.Palminteri, Torre Nervi, Reggio Calabria – “S-Culture di Zucchero, Arte da gustare”, a cura di L. Cumbo, S. Farina e G. Rubicco, piazza Garibaldi, Caltanissetta – “Art in Ice” 9°ed. Simposio Int.le di scultura su neve, Livigno (SO).
2005 :Omaggio a Totò”, mostra personale in presenza di Pippo Baudo e Liliana De Curtis, Nuovo Centro Culturale “Antonio De Curtis”, Serradifalco (CL) – “L’inferno di Dante”, mostra collettiva a cura di G. Strano Spitu e R. Borghi, Istituto Italiano di Cultura, Madrid (SPAGNA) – “ Arteria 05,” realizzazione di una scultura monumentale in pietra di Calatorao per un parco pubblico di Monzon (Huesca, SPAGNA) durante la rassegna d’arte contemp. “Arteria 05” a cura di G. Sanjuan, parco de la fabbrica de azucar – “Sensualidad…”,  mostra collettiva a cura di G. Sanjuan, G. Strano Spitu e D. Airoldi, Arte-fiera di Monzon (SPAGNA) – Realizzazione di una scultura in pietra di Calatorao per un parco giochi di Utebo (Zaragoza, SPAGNA), patrocinio del Ayuntamiento (Comune) di Utebo – “Sinestesie, Percezioni d’artista”, simposio di scultura su legno a cura di L. Cumbo e D. Gulizia, Tottea di Crognaleto (TE), - Realizzazione di una scultura in pietra leccese per una piazza di Zagarise (CZ) - “S-Culture di Zucchero, Arte da gustare”, a cura dell’Ass. Cult. “ArtisticaMente”, piazza Garibaldi e Palazzo del Carmine, Caltanissetta – Monumento dedicato alle vittime dell’11 Settembre a New York, Parco della Pace, San Cataldo (CL), Patrocinio del Comune di San Cataldo.
2006: Ideazione e Direzione artistica di “Siciliart” pacchetto culturale di arti visive, musica e gastronomia siciliane nell,ambito dell artefiera internazionale “Arteria” 3°ed., ex zuccherificio di Monzòn (Huesca-Spagna) – “Pietra Vivendi”, Simposio di scultura per arredo urbano in pietra di Sabucina, a cura di M.T.Prestigiacomo, Godrano (PA) –  “Interazioni Artistiche”, mostra collettiva a cura dell’Ass.Cult. Cane Acustico, Atrio della Biblioteca Scartabelli, Caltanissetta - “Sport e S-Cultura”, realizzazione di una scultura per arredo urbano in pietra di Sabucina, Piazza Garibaldi, Caltanissetta, patrocinio del Comune di Caltanissetta- “MadreTerra”,  Realizzazone di una scultura Fontana per Via Garibaldi a Serradifalco (CL), patrocinio del Comune di Serradifalco,

Hanno parlato di lui:
Enrico Anselmi, Claudio Alessandri, Paolo Balmas, Giusy Bertini, Giovanni Bonanno, Michele Bonatesta, C. Bremec, Franco Bonfiglio, Michele Bruccheri, Gino Cannici, Salvatore Caramanna, Francesco Carbone, Aldo Casanova, Federica Certa, Nic Ciaramita, Joselita Ciaravino, AnnaMaria Cirillo, Gian Luigi Corinto, Maura Corrado, Antonella Cosentino, Ilaria Costa, Nicolò D’Alessandro, Giorgio Di Genova, Valeria Dionisio, Carmelo Duro, Pietro Errante, AnnaMaria Esposito, Luca Fantò, Patrizia Ferri, Roberta Fiorini, Aldo Gerbino, Paolo Giansiracusa, Claudio Giorgetti, Giulio Grilletta, Diego Gulizia, Angela Ibànez, Leandro Jannì, Camilla Licalsi, Flavio Lipani, Carmelo Lo Curto, Ernesto Lupinacci, Barbara Martuccello, Italo Marucci, Carlo Melloni, Gianfrancesco Minetto, Roberto Mistretta, Laura Oddo, Sandro Paci,  Marcello Palminteri, Ottorino Pasquetti, Luigi Mara Perotti, Domenico Policastrese, Pino Prestia, Maria Teresa Pretigiacomo, María Rosa Saldaña, Enzo Salsetta, Andrea Scasciafratte, Deana Scarpulla, Simonetta Serangeli, Paola Serra Zanetti, Vittorio Sgarbi, Franco Spena, Ninni Stancanelli, Mario Domenico Storari, Carmelo Strano, Sergio Troisi, Emilia Valenza, Valerio Vecchiarelli, Geri Villaroel, Domenico Zaccaria.

 

Recensioni e notizie sui seguenti periodici e quotidiani:

Periodici:
FLASH ART ( n°194 , n°196 feb./mar.’96, n°211 estate ‘98, n°218); L’ARCA (n°88); TERZOOCCHIO (dic. ‘94, sett. ‘95); SEGNO (dic. ‘94); QUADRI E SCULTURE (sett. ‘93); ART LEADER (genn./febbr.1994, sett./nov. ‘95); NEXTARTE E CULTURA  (n°38 primav.‘96 , n°40/41 aut./inv. ’97); CATALOGO DELLA SCULTURA ITALIANA ed.Mondadori (n°10); GRAFICA E OGGETTI D’ARTE ed.Mondadori (n°24, n°25); CATALOGO DELL’ARTE MODERNA ITALIANA ed.Mondadori (n°35); ARTEOGGI ed.CIDAC (‘95); CATALOGO INTERNAZIONALE D’ARTE MODERNA N°7 ed. Sepifin CIDA Roma; ECO d’arte moderna (n°107); SIKANIA (ott. ‘94, apr. ‘95); KALEGHE’ ; CRONACHE PARLAMENTARI SICILIANE (nov. ‘94); PALERMO MENSILE DELLA PROVINCIA (nov. ‘94); CALTANISSETTA COMUNE (n°6); PASSPARTU’ (dic. ‘94, ott. ‘95); POSITIVO magazine (apr. ‘96); CALABRIA (ago.96); PITAGORA (lugl./sett.‘96); TOUR ARTE mostre d’arte a Roma (dic. ‘97); QUADERNI DELL’ASLA (n°73 sett./dic.‘87) ; TROVAROMA (dic. ‘97);  STILOS (28/09/99); INSOMNIO (nov.99); ARCHIVIO (mar.’03, apr.’03, giu./lulg./ago.’03, sett.’03, ott.’05); ARTE Y NATURALEZA (mar./apr. 03); QRITERIO aragonés (n°40,apr.05);  COMUNITA’ (n°88/89, sett.ott.’05); ARTE (n°387, nov.’05), LA VOCE DEL NISSENO (apr. 06).

Quotidiani:
GIORNALE DI SICILIA, LA SICILIA, CORRIERE DI TORINO E DELLA PROVINCIA, GIORNALE DELL’ETNA, GAZZETTINO DI GIARRE, GAZZETTA DEL SUD, CORRIERE DI VITERBO, IL MATTINO, NUOVA SARDEGNA, MONDO SABINO, FRONTIERA, IL MEDITERRANEO, LIBERTA’, IL MANIFESTO, IL CENTRO, IL MESSAGGERO/Abbruzzo, IRPINIA OGGI, L’OPINIONE , LA REPUBBLICA, IL CORRIERE DI ROMA, IL RESTO DEL CARLINO, CORRIERE ADRIATICO, LA TRIBUNA, EL DIARIO, HERALDO, DIARIO DEL ALTO ARAGON, LA MANANA.

 

STRALCI CRITICI

Nella poesia espressiva di Leonardo Cumbo non ci sono mai riferimenti precisi ad un evento reale, ma semmai l'erompere intenso della passionalità. Sono sculture che esaltano simbologie precise; in questa direzione va citata l'opera eseguita sul tema del Prestigiatore che, oltre ad essere una costruzione di forte impatto, possiede un'arcaica cromia che risulta dal lavoro minuzioso che l'artista sceglie e modella di volta in volta. Nel caso della scultura per la villa Cozzotondo a Montedoro, il lavoro è in pietra di Sabucina, che per quello spazio è la più consona per consistenza e colore. Così è altrettanto ottima la scelta del bronzo, del travertino romano e dell'acciaio per la scultura Altalena, monumento dedicato alla Giustizia, eseguito per essere posto all'ingresso del comune di San Mauro Castelverde, in provincia di Palermo. I lavori di Leonardo Cumbo sono un continuo sommovimento di sentimenti elaborati da una personalità artistica pienamente matura e sensibile alla portata mitica della rappresentazione scultorea. E’ soprattutto interessante il suo modo di porsi di fronte al problema fondante dell'occupazione di uno spazio aperto. Esemplare, a questo proposito, il bozzetto dei Pescatori di Miti, vincitore del concorso nazionale per la realizzazione di un monumento dedicato alla pesca per il porto di Mazara del Vallo. Qui Leonardo Cumbo assembla il bronzo, il travertino romano, l’accialo e il rame, andando non solo a definire la dinamica della costruzione, ma anche ad esplicitare un effetto cromatico e narrativo. Scultore figurativo, egli tuttavia si appoggia a volte su elementi informali, come nella scultura di grandi dimensioni dedicata al racconto Ciaula scopre la luna. In questo omaggio a Pirandello, un'intuizione poetica fa della luna un oggetto illuminato, visibile anche di notte, che accarezza le cromie del bronzo, del travertino romano, dell'onice peruviano e della terracotta di cui l'opera è sapientemente composta. Sono evidentemente due le ascendenze di questo scultore, il realismo e il simbolismo, che partecipano in ugual misura alla sua creatività, mentre l'insieme delle sue opere ha un carattere stilistico unitario, dove il significato non è mai pretestuoso. Esso anzi risponde ad un bisogno di comunicare per via diretta e immediata, che va ben al di là della risposta a una committenza pubblica, che rappresenta per ovvie ragioni la collocazione privilegiata per uno scultore di questa levatura.
In passato Cumbo ha anche adottato un'espressività quasi barocca, come è avvenuto per la sua Scuola di Volo, di bronzo e travertino romano e di dimensioni relativamente ridotte, una costruzione a tutto tondo di immediato impatto visivo, dove già era esaltata la cromia nel contrasto fra i materiali. Dei lavori di Cumbo è necessario anche sottolineare la dimensione artigianale; senza la maestrìa di una sperimentata cultura manuale, molte delle sue concezioni plastiche andrebbe perduto, e il suo fare non sarebbe significativo senza la capacità rara di suscitare vibrazioni sulla superficie della materia. Le sue costruzioni possono essere lette sia nella loro tridimensionalità, che nel gioco dei contrasti tattili e luminosi che animano i materiali misti di cui sono composti. Pur rispettosa dei canoni estetici più classici, questa scrittura plastica è del tutto contemporanea nel gioco della chiarificazione simbolica, che amplia e contrae i segni portandoli fino alle estreme conseguenze di una sostanziale astrazione.
 Vittorio Sgarbi da  Le scelte di Sgarbi, edizioni Mondadori (2004)



“L’artista siciliano Leonardo Cumbo, di matrice pop, inizialmente lavora la pietra lavica, il travertino. Per alcuni anni, soprattutto, e’ affascinato da immagini ricche di riferimenti arcaici e classici. Usa materiali diversi: il bronzo, la vetroresina, ma finisce per tornare alla pietra arenaria di Sabucina friabile e colorata, usata un tempo, in Sicilia, anche per i templi greci.
 Segue un periodo di riflessione e di revisione che, in un’autopresentazione ad una mostra personale di sculture (Metamorfosi,’94), lo portera’ a dire: “Gli oggetti “molli” e “organici” (mela, dentifricio, bruchi) incarnano dei momenti di trasformazione, invece, gli oggetti “duri” incarnano il concetto di “costanza nel tempo” (spazzolino, vite, cornice). A questa dichiarazione affida la scelta ideologica del suo operare successivo. Assegna cioe’ alla trasposizione degli oggetti il passaggio da uno spazio empirico ad uno spazio virtuale dell’immaginario.
 In particolare nella fontana “Pescatore di seppie” del ‘97 (bronzo e acqua) precisa e racconta “la mano” quale elemento costante che  rimanda gioiosamente al senso dell’ homo faber. Il Gioco e’ condotto attraverso l’ironia e il paradosso.
 La costante delle opere di Cumbo e’ l’ironia: “Questa - commenta l’artista - consente di sdrammatizzare napoletanamente le situazioni sgradevoli e le brutture della vita, al punto da indurre lo spettatore-fruitore a riderci sopra”.
Cultore del frammento l’opera si da come rebus, come enigma. Affida tutto all’intuizione di un tracciato sul filo della memoria e ogni scultura e’ la trama transitoria di un sogno. Produce immagini dinamiche, attinte direttamente dalla realta’ quotidiana ma sostenute da forti componenti paradossali d’eredita’ parasurrealista e da suggestioni neo-dadaiste, risolte in modo figurativo, con forti accenti d’ambiguità controllata e di enfatica esibizione.
 La sfrontatezza della cultura contemporanea, tra intimità e il delirio di onnipotenza, consente all’arte lo “spostamento di senso” da una realta’ visibile ad un’altra totalmente inventata per paradossi. 
Permette di organizzare strane presenze nel nostro immaginario quotidiano fatto da immagini ripetute e virtualita’ in una sorta di teatralita’ dell’esistente. La volonta’ di allestimento scenico, in Cumbo, e’ prodotto dal processo dialettico e metaforico del “suo” gioco. La perizia tecnica e la rapidità di esecuzione gli sono di grande aiuto per esprimere le esigenze narrative ed affabulatorie, per comporre rapidamente dislocazioni e dimensioni ideali, a sorpresa, nello spazio...”
Nicolò D’Alessandro(2003)


 

“ I lavori di Leonardo Cumbo e’ come se riemergessero da un lontano passato, arcaico, totemico, selvaggio, si rivelano come nuovi, o meglio rinnovati archetipi.
 Bronzo, travertino, tufo costituiscono i lavori... in bilico tra paradosso e ironia, gioco e tragica realta’, in cui la fragilita’ dell’uomo e della sua opera azzerano la lucidita’ apparente. Il virtuosismo esecutivo riscatta e sottolinea il fasto neo-barocco, l’esplosione vitale, l’occhio incantato e sostanzialmente romantico con cui l’artista guarda alla realta’ quotidiana, reinterpretandola e cercando di liberarla attraverso il paradosso, dal numero e dallo spazio ormai definito, claustrofobico, ipertecnologizzato in cui attraverso i media e’ stata imprigionata. Con una liberta’ che e’ in primis scarto mentale e con una sapienza tecnica acquisita e affinata negli anni, l’opera di Cumbo puo’ permettersi di passare dal razionale all’onirico inventando un mondo in cui gli oggetti quotidiani pur riconosciuti come tali ci appaiono in realta’ nuovi, diversi dal solito, complessi ma in sostanza ambasciatori di un messaggio semplice, intimo e per questo universale.”
Claudio Giorgetti (2002)



“Cumbo potrebbe essere definito lo scultore della banalizzazione dei nodi esistenziali. Che non e’ un modo riduttivo di fare arte, bensi’ e’ un procedimento sintattico per dare dignita’ artistica a utensili della vita quotidiana, conferendo ad essi valenze plastiche, dopo averli sottratti al bric-a’-brac degli attrezzi d’uso comune. C’e’ un termine, coniato da uno storico dell’architettura che rende bene il significato di questo traslato (funzionale): e’ adhocim (dal latino ad hoc= idoneo per questo). A differenza dei popartisti americani, che con le bottiglie di Coca-Cola, i barattoli di pomodoro Campbell e i “rifacimenti” di Oldemburg hanno percorso la medesima strada, non andando al di la’ della mera evocazione di uno scaffale di un supermarket, Cumbo utilizza i suoi torchi, le sue trottole e le sue carriole in contesti plastici apparentemente lucidi, ma in realta’ carichi di situazioni traumatiche. Soprattutto quando sono presenti volti o lacerti umani (spesso una mano), le sculture dell’artista siciliano vanno a collocarsi in una temperie espressiva, in cui la metafora del quotidiano (come ripetizione e banalizzazione, appunto degli atti consueti) diventa divaricazione tra l’essere qui e ora e l’essere in una dimensione metafisica, in attesa che l’evento si compia...”
Carlo Melloni (2000)



... Piu’ rutilante, variabilmente eclettica, si pone la ricerca plastica di Leonardo Cumbo, il suo itinerario agisce sul versante del paradosso, di un primitivismo segnato dall’ascesa verso l’idea primaria della forma e della sua rappresentazione.
 Cumbo non si sottrae alla suggestione di ricomporre, in senso concettuale, pur collegandosi alle lezioni delle avanguardie storiche (se pur rivestendole d’una certa ironica ilarita’), la sua personale idea del corpo. Di particolare interesse la ricerca su “organotracce” dove nella commistione dei materiali d’uso, sagome organiche si attestano quale icone della dissoluzione e del commercio. Una sorta di inventario para-bionico dove il gusto della cromaticita’ si adegua al disegno un pò pulp per quel condensare il gusto (o il disgusto) alle nuove forme dell’estetica contemporanea...”
Aldo Gerbino   (da Stilos del 28/09/1999)


 
“Tutta la scultura di Leonardo Cumbo e’ carica di un’ ironia a meta’ strada tra razionale e irrazionale.Intanto per la scelta dei soggetti rappresentati, sparsi di normalita’ e di banalita’ (quella banalita’ che, in fondo, e’ del nostro tempo). Poi, per il modo non conformista, libero, che l’artista ha scelto come circostanza di analisi della scultura.
 Una liberta’ che Cumbo può permettersi grazie al forte metodo che possiede, alla tecnica ed alla rapidita’ d’esecuzione di cui e’ capace.
Cosi’ perviene ad una scultura in perenne equilibrio tra sentimento e forma, dove l’assoluta originalita’, mentre mette in risalto la sicurezza di un linguaggio, allude sempre ad una semplicita’ viva di senso, in virtu’ di un’energia espansiva che conquista lo spazio e lo spettatore...”
Marcello Palminteri (1999)



“Le opere e le istallazioni di Cumbo mostrano come l’ultima generazione plastica operante in Italia tenga conto simultaneamente di antichi sapori e di attuali giocosita’ e “arguzie” (nel senso piu’ pregnante del termine inglese di “Wit”). Sono tuttavia molti anni (ricordate Volterra 73?) che gli artisti si cimentano col rapporto scultura/ambiente, in una vettorialita’ al sociale, piuttosto che di decorativismo e di “arredo urbano”. Molte operazioni artistiche, oggi sono piu’ problematiche di quelle impegnate degli anni 70. Esse tendono a sottolineare la lotta che l’individualismo -tipico del narcisismo dell’artista – deve ingaggiare con le innumerevoli situazioni di degrado urbano e con drammatiche aporie del sociale. Questo cimento e’ arduo, perche’, per l’artista impegnato, e’ facile cadere nelle banali spire dell’arte didattica e didascalica di aborrita memoria (pensiamo all’imperativo zdanoviano). A questo proposito c’e’ da sottolineare l’impegno di Leonardo Cumbo non solo a partecipare, ma anche a organizzare manifestazioni che abbiano attenzione al territorio, che si svolgono in localita’ famose per l’utilizzo della pietra locale (pietra di Sabucina, pietra peperino, pietra bianca della Maiella, ecc). inoltre il giovane scultore non disdegna l’utilizzo dei materiali nobili come il travertino e il bronzo.
  Infatti, la bellissima Scuola di volo (1993, cm.50x35x65), rappresenta ironicamente un’affettuosa mano che tiene in punta di dita un delizioso putto di stampo Celliniano.
   Un tempo, lo studio accademico della sciultura si fondava sull’impegno acritico del repertorio degli stili storici: oggi l’artista, quando e’ colto e raffinato, “cita” consapevolmente e – spesso – ironicamente tutti gli stili dell’antichita’ in un infinito gioco di rimandi e divertimenti spiritosi.
Cosi’ Cumbo, artista sapido e consapevole ci stupisce con l’utilizzo della splendida pietra arenaria di Sabucina, un tempo usata per le dorate colonne dei templi della Magna Grecia. Infatti, al 2° simposio di scultura su pietra di Sabucina, tenutosi a Montedoro (Cl) nel ’95 Cumbo ha presentato una grande manopoggiante su un vasto basamento. Al culmine del dito indice si avvita metaforicamente una specie di trottola. Al di la’ dell’immagine giocosa si avverte il sentimento del tragico della imperitura fragilita’ del destino umano. La citazione “classica” al piedistallo tipico della scultura tradizionale si coniuga con l’ironia della grande mano, simbolo frequente nella tematica plastica dell’artista siciliano.
  Il sottile filo dello scarto e del calembour permea tutta l’opera di Cumbo; questo spirito caustico si trasferisce anche nelle istallazioni, cariche di suggestioni neo-dadaiste,…costituite da materiali leggeri e attualissimi e si contrappongono, solamente dal punto di vista dei materiali, a quelle piu’ nobili dedicate al territorio…
Qui la simbologia preferita da Cumbo e’ tolta dall’universo del quotidiano. Ad uno sguardo superficiale le sue opere appaiono, per molti versi, simili al Pop Statunitense (Oldemburg) oppure al Dada-Surrealismo (MeretOppenheimer). Tuttavia la tensione morale sottesa da un’opera come Metamorfosi attesta lo scarto generazionale dell’artista rispetto ai suoi “padri” putativi. L’istallazione e’ costituita da cinque grandi mele in vetroresina sospese in una cornice (non manca mai la citazione al “classico”!) di cm. 398x220. Al fondo simbolici piatti raccolgono le briciole di un sapere che non si morde mai a fondo in un universo consumistico letale e infinito. E’ noto che la mela, nella cultura cattolica e mediterranea, rappresenta il peccato di Adamo che e’ spinto a trasgredire, ma anche a conoscere. Qui l’ironia nasconde il terribile disagio di fronte alla sfrontatezza dell’uomo contemporaneo, che con il suo prometeico dominio, rifiuta di allontanarsi dalle tentazioni maligne, anzi il grazioso baco che mina la mela si trasforma in una minacciosa vite, dura e invincibile, tanto quanto l’attuale tecnologia. L’intento giocoso di porgere allo spettatore elementi incongrui fra loro (meccanismo tipico delle avanguardie storiche dal Cubismo al Dadaismo) si coniuga felicemente con l’assunzione di elementi poveristi di scarsa valenza “culturale” (tipica del Neo-Dadaismo e del Pop Art). La novita’ e la maestria di Cumbo sta nella consapevolezza che il gioco non puo’ continuare ad essere fine a se stesso. L’amoralismo ha risvolti che le masse non sanno assorbire: si rischia troppo a non aprirsi a sollecitazioni etiche.
  Anche l’universo del software, non si sottrae al giudizio severo e insieme giocoso di Leonardo Cumbo. La frode dell’immagine televisiva e’ ormai digerita dalle giovani generazioni. La di un universo desomatizzante e de-somatizzato come quello rappresentato dall’istallazione Input-Output, non aggiunge nulla al disincanto ironico suggerito ancora una volta allo spettatore. Il quale, evidentemente, si chiedera’ perche le impronte scolorano man mano che riescono ad uscire dalla gabbia dominata dall’immagine televisiva. Cumbo non vuole demonizzare questo importante elettrodomestico. E neppure vuole rifare il vieto sociologismo che vuole la televisione un mezzo unicamente ipnotizzante: anzi ricorda ironicamente che le ossa appese alla cornice che racchiude la rete del ragno intessuta dall’immagine televisiva, sono frammenti d’identita’ perdute, irrimediabilmente ricostruite in materiale plastico: i residui dell’identita’ umana non si differenziano piu’ dalle immagini del tubo catodico. Terminator sara’ il nostro pronipote. Si salvi chi puo’, sembra gridare il nostro giovane artista. La salvezza potrebbe essere nell’Attrazione gastrica: dove un grande sorcio e’ attirato da una calamita verso il suo formaggio, oppure nel casalingo sudario delle difficolta’ del quotidiano della Sindone, corredata da guanti lavapiatti che lavano piu’ bianco del bianco (attenti alla reminiscenza dechirichiana del casalingo guanto). Ma, in un guizzo neo-romantico e anti futuristico, Cumbo propone di trasformarci in quel magico Pescatore di Luna (1996, cm.40x80). Allora la fuga diventa un pellegrinaggio intimo e magico, sommesso e personale, cammino rinfrescante e rifugio per tutti quelli che sanno trovare la felicita’ nel nostro disastrato “magico quotidiano”.
  Ho gia’ detto altrove che due sono le linee dell’attuale nuova scultura: una ricalca le orme delle strutture primarie e minimali del materismo neo-concettuale, l’altra vuole esprimersi in termini piu’ fastosi, ironici e neo-barocchi. Leonardo Cumbo si trova felicemente su questo versante e siamo certi che procedera’ con piglio sicuro e consapevole delle sue scelte stilistiche per questa ottima strada.
Paola Serra Zanetti (1997)


 

“Leonardo Cumbo e’ l’abitatore solitario di un laboratorio caotico e polveroso che puoi incontrare nel cuore della Sicilia.
 Apparentemente una patina grigia ruba agli oggetti le loro sagome. C’e’ odore di cantiere mentale sempre aperto, si calpestano lembi di stracci e pezzi di calce abbandonate. Mi incuriosisce, ad un tratto un colore sgargiante solo leggermente opacizzato da una polvere giovane, deve essere qualcosa che respira ancora! Ci si imbatte in un “organotraccia” che ha la forza fantasiosa e plastica di un carbone animato ironizzando quasi sulla problematicità che descrive o, forse, suggerisce. Che tutte quelle creature possono prendere vita pian piano nel riconoscerle. Nascosto tra attrezzi vari si propone il dramma della solitudine, riesco cosi’ a ricomporre l’ “attrazione gastrica”, divertito sbeffeggiamento della carnalità. Scorgo anche la soave “trappola per il tempo” con quella mano affusolata le cui dita protese hanno un potere magnetico. Curiosando qua e la’ provo a non pungermi con quei fili spinati che, pero’, hanno la particolarità di sembrare la parodia delle difficolta’ dell’esistenza o, meglio, di chi non riesce a gestirle. Anche la mela bacata dalla tecnologia sembra irridere chi non vuole prendere delle necessarie “metamorfosi”. Il cervello compresso dallo “schiacciapensieri”, deborda inconsapevole del suo destino e penso ad alcuni personaggi di Woody Allen alle prese con l’analisi della propria psicologia come un palloncino che sfugge sgonfiandosi all’impazzata viene, poi, tristemente consegnato all’analista strizzacervelli. Labbra e guance polpose si impongono dai putti esagerati i cui piedotti invitano a tastarne la consistenza. Sono anche le labbra e le guance del “risveglio” della pietra. Nonostante il naso importante, Leonardo Cumbo ha espressione e colori eterei del versante normanno della sicilianita’, immaginandolo arabo, le volumetrie corpose delle sue opere paiono snellirsi fino a dileguarsi.
Valeria Dionisio(1997)


 

“Caratteristica di Leonardo Cumbo e’ il suo giocare con gli oggetti interscambiando indifferentemente idee e realta’. Le sculture che espone sono ognuna un enunciato ed insieme una denuncia dell’inganno che esercita su di noi una visione degli stessi oggetti e dei luoghi comuni così come ci viene proposta gia’ confezionata dalla societa’ e dai mass-media.
 Seguire la successione delle sale equivale ad ascoltare il discorso dello scultore sul valore degli oggetti-feticcio e su come ci lasciamo da essi volentieri ingannare: il Digestopillolo e’ incredibilmente ironico incastro tra soggetto e oggetto. L’uomo brutale forse cresciuto o infilatosi ciecamente dentro un flacone di enormi compresse luminescenti  e che si dispera orribilmente, strappandosi i capelli ed emettendo incredibili suoni gutturali e vocalizi di delirio e’ una delizia dell’orrido, mentre le Vie d’uscita sono segnate da minacciose ossa sbiancate , unica via di fuga dall’enorme televisore- ragno,al centro della trappola mortale, che indaga su di noi, ci tritura, ci mastica mentre borbottiamo parole sconnesse (frammenti di frasi pubblicitarie, prediche sacerdotali, discorsi di famosi uomini politici) ripulendoci (ne avremo di che essere grati) da ogni individualismo. “Fantasmati”, resi cioe’ come spiriti, la via di uscita e’ ora aperta e mortale. Questa e’ la tematica anche dello Schiacciapensieri, orribile schiaccianoci gigantesco che spreme via le idee da un molle cervello umano.
 Le sovrastrutture linguistiche ed ideologiche si rivelano improvvisamente per cio’ che sono: pura apparenza, puro gioco di parole. Una risata e’ sufficiente a disintegrarle.
Anna Maria Esposito(da Flash Art  n°196 del 1996)


 

“Prive di una cronologia, non databili, quindi anacronistiche le “messe in scena” di Leonardo Cumbo. Le sue installazioni sono esibizioni di un pensiero a tuttotondo, senza principio ne fine. Ogni ir-riconoscibile oggetto  “trovato” durante il suo lungo “errare” viene svuotato della storia e inserito in un nuovo “habitat” in un non-luogo. Esplora, costruisce e de-costruisce simultaneamente, inventa disarmonie formali, asintonie visive inquietanti, invivibilità surreali. Con tracce di materia cromatico-plastica, arti recisi e legati con corde, filo spinato e catene lucenti, l’artista opera una codificazione linguistica come ritrovata liberta’ espressiva, individuale. Perduta o ritrovata? Sicuramente difesa ad oltranza. Nei suoi interventi non mancano simboli avvolti da un certo strisciante misticismo, citazioni superstiziose, oggetti misteriosi. Cumbo insegue nelle sue rappresentazioni visive il sovvertimento della rappresentazione razionale, non come fine ultimo, piuttosto come mezzo scelto a difesa della  propria creativita’.”
Simonetta Serangeli (1996)


 

“Lo scrigno di Leonardo Cumbo e’ espressione altrettanto lodevole di un’azione estetica mirante alle valenze polisemantiche del segno. Per metonimia i significati formali slittano da un concetto ad un altro conferendo ironia all’impianto dell’opera, saggia misura agli eventi effimeri del quotidiano. Cumbo e’ filosofo esistenziale che spesso con riso amaro esorcizza le inadempienze del presente, affidando alle aberrazioni ottiche di uno spazio dilatato scansioni temporali iperreali, al di sopra delle comuni facolta’ percettive. Anche quando come in questo caso argomenta sull’erotismo, nulla offende perche’ persino le contraddizioni sono viste con occhio limpido e disincantato...”
Giusi Bertini(1994)


 

“Terra che e’ ... espressa come natura in Leonardo Cumbo quando il suo scendere dentro di se’ per operare i suoi trasfert linguistici, gli permette di pescare nell’inconscio tanto quanto basta per azzerare il linguaggio ed esprimerlo per vie del sogno in un immaginario tormentato nel quale gli elementi compositivi sembrano assumere il ruolo di archetipi. Esprime comunque i segni di un’inquietudine, di una insoddisfazione della realta’ rivissuta e riscattata alla luce di un intimismo umbratile ai margini del quotidiano, che e’ rifugio ed atteggiamento liberatorio nello stesso tempo.” Franco Spena(1994)


 

“Col cipiglio di un esploratore  dello spazio-tempo Leonardo Cumbo mostra ammiccando sornione le sue tracce di memorie primordiali, vestigia resuscitate di epoche tramontate, lo stravagante formulario di un recuperato passato remoto.
 E’ il carisma di un eroe di altri tempi che attacca lo stereotipo con l’energia di un fendente di sciabola, prima tra tutti la struttura del circuito semantico e comunicativo. In lui il normale decorso storico che prevede il passaggio dall’elemento simbolico a quello segnico e’ invertito e regresso.
 La sua decostruzione torna al primario identificativo nel simbolo-ideogramma, il suo messaggio si carica di valenze superstiziose e magiche, in un rapporto totemico col reale.
 L’azzeramento della comunicazione per segni e ruoli proietta dai cocci dello specchio rotto del suo se’ un profluvio anacronistico di identita’....
Il simbolico e l’organico costituiscono così i due cardini della sua porta verso il passato, i suoi oggetti conservano il sentore acre di una forte carica aggressiva animale, un forte “einfuhlung”...
 Il suo senso dell’arte e il suo vitalismo originano non nella forma ma nella materia inorganica, e le involuzioni plastiche della sua prima produzione lo imparentano a quella genialità di scultori d’inizio secolo quali Brancusi, Wotruba,Berein, Moore, mentre la sua ultima produzione che tende al risultato fenomenologico è da considerarsi come momento smaterializzante.
Il principio del reale diventa “principium individuazionis”, da qui il suo orrore per tutto ciò che e’ omologante, precostituito socialmente, oppressivo per la dinamica del pensiero.
Insospettabile nella sua figura messianica, nella sua lucida follia di indeterminare il determinato, Cumbo si pone come un rebus, uno scioglilingua o, forse, come un profeta del primo giorno. Pasquale Lo Presti (1994)


 

Cumbo Leonardo
viale della Regione,12 -  93100 Caltanissetta
tel/fax 0934-597917   cell.348.7305717
web site: www.artisticamente.info
e-mail: cumboart@tiscalinet.it

 

 


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