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Vittorio Tavernari Vittorio Tavernari (Milano 1919 - Varese 1987). Vittorio Tavernari è nato a Milano nel 1919. Il suo avviamento artistico si inizia nell’ambito familiare, sotto la guida del padre Giovanni, noto restauratore di opere d’arte. A sedici anni entra nello studio dello scultore Wildt determinando così la scelta di quello che sarà il suo futuro di artista, infatti, sotto l’intelligente guida di Wildt si impadronisce delle varie tecniche scultoree. Dopo la parentesi militare durante l’ultima guerra si stabilisce a Varese ma, per alcuni anni, partecipa ai più importanti movimenti artistici milanesi ("Numero", "Oltre Guernica", ecc.). Dopo un periodo caratterizzato da interessi «organici» derivati da H. Moore e da un cubismo alla H. Laurens, a partire dagli anni Cinquanta ha operato secondo una maniera riferibile a quanto in pittura fu definito ultimo naturalismo lombardo, con sculture in pietra e legno di tendenza informale (Piccolo torso, 1958; Crocifissione, 1963, entrambi a Bologna, Gall. Comunale d'Arte Mod.) Riccorrente è il tema degli Amanti abbracciati, dapprima minuscoli sotto gli immensi cieli tempestosi, quindi, con rinnovata energia e sintesi costruttiva, in una ripresa della statuaria monumentale cui si dedicò gli ultimi anni questo grande e solitario interprete plastico dei drammi, delle angosce e delle speranze dei nostri travagliati giorni.
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