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Pietro Tacca

Pietro Tacca (Carrara 1577 - Firenze 1640).
Galleria Fotografica

Pietro Tacca, nato a Carrara il 16 settembre 1577, fu il maggior rappresentante in Toscana del gusto barocco.

A quindici anni fu accolto a Firenze nell'atelier del Giambologna di cui, dopo la partenza di Pietro Francavilla per Parigi (1601) divenne primo aiutante e quindi, alla morte del maestro (1608), usufruttuario dello studio e della casa, mentre l'anno seguente gli succedeva nella carica e nello stipendio di statuario granducale.

Dopo aver portato a termine alcuni lavori lasciati dal Giambologna allo stato di abbozzo, tra i quali il monumento equestre a Enrico IV inviato a Parigi e distrutto durante la rivoluzione nel 1793 e quello a Filippo III di Spagna nella plaza Mayor di Madrid (1616),

Tra il 1620 e il 1623 il Tacca eseguì l'opera sua più famosa: i quattro Mori in bronzo incatenati alla base del monumento a Ferdinando I de' Medici (la cui statua in marmo è opera piuttosto scialba di Giovanni Bandini, circa 1595) nella piazzetta della darsena a Livorno. Essi rappresentano i pirati "barbareschi" fatti schiavi nelle imprese marittime dei Cavalieri di Santo Stefano di cui Ferdinando I era Gran Maestro: esemplati dal vivo su alcuni schiavi delle galere a Livorno i loro volti brutali esprimono dolorosa sopportazione e le loro atletiche membra, modellate con una sapienza anatomica tuttavia lontana da eccessi di nerborutezza, nel divincolarsi dalle catene che le avvincono al basamento, si compongono in elegantissime sigle formali di schietto carattere manieristico.

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Alla darsena labronica erano pure destinate le due fontanelle in bronzo (c. 1629) che invece furono collocate nella piazza della SS. Annunziata a Firenze: fantastiche e bizzarre creazioni nelle quali sono state riscontrate delle affinità con le oreficerie nordiche.

E per Firenze, ispirandosi a un noto marmo di epoca ellenistica agli Uffizi, verso il 1630 il Tacca modellò con straordinaria finezza un cinghiale in bronzo, il popolare "porcellino" di una fontanella in piazza del Mercato (l'originale si trova a Palazzo Pitti).

Tacca_porcellino

L'ultima, e assai travagliata, impresa dello scultore (ma non si possono tacere i suoi bronzetti e una splendida serie di Crocifissi, pure in bronzo, per varie chiese e privati, alcuni dei quali condotti con la collaborazione del figlio Ferdinando) fu il monumento equestre a Filippo IV di Spagna, iniziato nel 1634 e inviato a Madrid nel 1640. l'anno in cui l'artista moriva a Firenze. Anche a prescindere dal vigoroso modellato e dal fiero portamento del monarca che impugna il bastone di comando, esso è un autentico miracolo di statica perché poggia del tutto sulle zampe posteriori del cavallo arditamente impennato: nessuno scultore, prima di Tacca, aveva osato tanto.


 


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