Dizionario Scultori

 
 

 

 

 

     

Francesco Somaini

Francesco Somaini (Lomazzo, Como, 1926 - 2005).
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Si è formato seguendo, saltuariamente, i corsi di Manzù all'Accademia di Brera; nel 1950 si è laureato in giurisprudenza.

Dopo il postcubismo dei primi anni Cinquanta (Grande motivo. Donna che legge, 1954, Milano, Parco Sempione) aderì al linguaggio informale (Apocalisse III 1963, Roma, Gall. Naz. d'Arte Mod.).

Rifiutando la modellazione manuale e la scultura "per levare", egli ha elaborato tra il '62 e il '64 una tecnica nuova consistente nell'aggradire i modelli di cera e di gesso o di creta con getti di aria compressa e quindi di sabbia, sì da imprimere alla materia una vitalità prorompente e "organica" che si richiama ai moti naturali e spontanei dell'uomo in situazioni di dramma, di martirio, di caduta (tale è il titolo di un suo ciclo), di rivolta e di trionfo; capolavoro in tal senso è il Monumento ai marinai d'Italia, in bronzo del '67 in corso XXII Marzo a Milano:

Oltre a quelle citate, altre importanti opere monumentali sono Grande scultura verticale (1958-60, Baltimora, Annapolis Rd.),

Discesa dello Spirito Santo (1968-72, Bergamo, Chiesa di Santo Spirto) in cui Somaini intende rappresentare un segno di forza dinamica, utililzzando però la materia pesante del bronzo trascinato verso il basso, come una traccia tirata nella materia incandescente.

Anamorfosi Bargellini (1982-84, Pieve di Cento, giardino di scultura Bargellini), Monumento alla tessitrice (1989-90, Menaggio),

A partire dalla metà degli anni Ottanta, Somaini si volge nuovamente alla esecuzione di opere a grande dimensione in Italia e in Giappone, dove la dialettica dell’impronta porta alla trattazione di forme in positivo/negativo, come in Porta d’Europa, Como 1995. Il ciclo delle “matrici” e delle “tracce” e dei “positivo/negativo” si conclude con il marmo Fortunia (1988), che risolve in sé i due diversi momenti plastici. Del 1990 è invece il Monumento alla tessitrice a Menaggio..

L’artista prosegue il proprio discorso in opere successive di grande impegno, caratterizzate da una organicità prepotentemente vitalistica, come Fortunia Vincitrice (2000), installata a Montano Lucino (Como).

Opere in parte proposte nell’antologica allestita nel Palazzo di Brera a Milano nel 1997, nella Quadriennale di Roma del 1999, nelle Biennali di Carrara del 1998 e 2000 e nell’antologica al Castello di Pergine (Trento) del 2000. In questi ultimi anni lo scultore affianca sempre più l’attività disegnativa e pittorica a quella plastica.

Nel 2001 realizza quattro mosaici monumentali per la città di Genova (Galleria Mazzini) sul tema dell'albero. Nello stesso anno colloca negli uffici del Centro Commerciale Bennet di Montano Lucino (Como) Variazioni su Grande scultura verticale (2001).

Sue opere sono conservate in numerosi musei, prevalentemente negli Stati Uniti, in Germania, nei Paesi Bassi e in Austria.

Francesco Somaini è morto sabato 19 Novembre 2005 all'età di settantanove anni.

 

 


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