Dizionario Scultori

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Giulio Paolini

Giulio Paolini(Genova, 1940).
Galleria Fotografica

Dai primi anni Sessanta ha indagato in chiave concettuale il fare artistico, nei suoi metodi e strumenti (tele nude e telai, colori, retini: Disegno geometrico. 1960), esplorando il rapporto dell'opera con lo spazio (Orizzontale, 1964) e il tempo (Diaframma 8, 1965; D867, 1967, fotografie giocate sull'espediente della mise en abîme).

Dalla fine degli anni Sessanta ha privilegiato il ricorso alla citazione sia in forma di riproduzione fotografica di opere di antichi maestri (Giovane che guarda Lorenzo Lotto, 1967),

spunto per una colta speculazione sui codici, le convenzioni del vedere e sul rapporto tra autore, opera, spettatore, sia attraverso i calco in gesso, utilizzato per sviluppare il tema del doppio e della copia (Mimesi, 1975-76).

Dagli anni Settanta i suoi lavori hanno assunto un respiro scenografico e teatrale (Apoteosi di Omero, 1970: Trionfo della rappresentazione, 1983).

Nel suo insieme quindi Paolini, ha attraversato l’Arte Povera e Concettuale, restando sempre fedele ad una peculiare forma di classicità contemporanea; con il linguaggio della fotografia, dell’installazione e della scultura egli interroga la natura dell’arte, il ruolo dell’artista e quello dello spettatore, nonché il significato stesso dell’atto del guardare.

 

 


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