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Giacomo Manzù Giacomo Manzù (Bergamo 1908 - Roma 1991). Giacomo Manzù pseudonimo di Giacomo Manzoni era il dodicesimo di quattordici fratelli. Frequentò la scuola fino alla II elementare. La sua vera scuola furono le botteghe degli artigiani dove imparò a lavorare con le mani diversi materiali come il legno, la pietra e l’argilla.Dopo un apprendistato di tipo artigianale, comprese di dover coltivare il proprio interesse per l'arte durante il servizio militare a Verona, quando ebbe modo di studiare le porte di San Zeno e si appassionò ai calchi dell'Accademia Cicognini. Dopo un breve soggiorno a Parigi nel '29, nel 1930 si stabilì a Milano dove contribuì, al fianco di A. Sassu e di R. Birolli, a sviluppare i germi della ribellione antinovecentista che sfocerà, negli anni 1938-40, nel movimento di Corrente. A Milano realizzò le sue prime opere in bronzo e si dedicò al disegno, all'incisione, all'illustrazione e alla pittura, più volte ripresa durante la carriera. Mentre la sua iniziale attività risentì del «primitivismo» allora molto diffuso (decorazione della Cappella dell'Università Cattolica di Milano, 1931), la scoperta di Medardo Rosso, verso la cui opera si volse sempre più decisamente, e un secondo viaggio a Parigi nel '36, lo condussero a una svolta: spinto dalla lezione impressionista, abbandonò gli schemi arcaizzanti e andò acquistando per gradi l'originale sensibilità luministica, la morbidezza plastica e la delicata sensualità che diverranno qualità stabili del suo stile. Fra le opere di questo periodo vanno ricordate: Testa di donna 1936, Milano, Gall. d'Arte Mod.), Susanna (1936, Roma, Gall. Naz. d'Arte Mod.):
David (1938 - Ardea, Raccolta Amici di Manzù)
e Francesca Blanc (1940 - Ardea, Raccolta Amici di Manzù)
Considerato ormai fra le personalità più significative della scultura italiana, tra il 1938 e il '39 iniziò la serie dei Cardinali, ieratiche immagini in bronzo, dalla schematica struttura piramidale, avvolte nella massa semplice e potente della stola e invariabilmente rappresentate assorte in meditazione; il ciclo di bassorilievi in bronzo con le Deposizioni e le Crocifissioni (1939-42; temi poi ripresi nel dopoguerra e riuniti sotto il titolo complessivo di Cristo nella nostra umanità), che nacquero dalla reazione alla violenza della guerra. Nel 1941 ottenne la cattedra di scultura all'Accademia di Brera a Milano, da cui in seguito si dimise per dissensi sul programma di studio. Fra le opere di questo periodo: Ritratto di Francesca (1942, Città del Vaticano, Coll. d'Arte Mod.) e Grande ritratto di signora (1946, New York, Mus. of Mod. Art). L'alta religiosità laica di Manzù trovò il suo culmine poetico nella Porta della Morte per San Pietro a Roma, a cui lavorò con alterne vicende dal '52 al '64: i disegni preparatori, i numerosi bozzetti e la porta stessa costituiscono nell'insieme una ricca sintesi di tutti gli elementi ispiratori dell'opera di Manzù e uno dei maggiori complessi artistici dell'arte contemporanea.
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