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Giuseppe Grandi

Giuseppe Grandi (Ganna, Varese, 1843-94).
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Scultore, pittore e incisore, Giuseppe Grandi si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Brera dove segue gli insegnamenti di Vela. Nel 1866 vince il concorso Canonica con Ulisse. Lo stesso anno si reca a Torino per lavorare nello studio dello scultore Tabacchi.

Tornato a Milano, entra a far parte del gruppo della Scapigliatura Lombarda, insieme all'amico Tranquillo Cremona. Dalle ricerche luministiche della scapigliatura a Milano, e in particolare da quelle di Cremona e di D. Ranzoni - dei quali condivideva le posizioni antiaccademiche e le proposte di rinnovamento artistico - maturò una forma di vivacissimo e vibrante modellato.

La sua prima opera impegnativa di questo periodo è la Santa Tecla del 1869, per il Duomo. Nel 1871 realizza il Monumento a Cesare Beccaria, in cui compare già quel marcato pittoricismo che caratterizzerà la sua intera produzione.

Dal 1872 al 1874 esegue numerose opere quali Il Paggio di Lara (1873), esposto a Brera, i ritratti di Luigi della Beffa, di Giuseppe Cremona e del Maresciallo Ney. Quest'ultima rappresenta un'assoluta novità per la sua esecuzione e rivela quanto lo scultore sia già libero da ogni accademismo e da ogni romanticismo retorico.

Nel suo capolavoro, il monumento alle Cinque Giornate (1881-94, Milano, Porta Vittoria), il Grandi rinnovò audacemente lo schema tradizionale del monumento celebrativo, componendo le figure in un vigoroso ritmo avvolgente che si libera nello scatto verticale dell'obelisco. Il lavoro di scultura durò ben tredici anni, durante i quali l'artista si dedicò attivamente e di persona alla sua composizione, assistendo alla fusione dei bronzi, procurandosi un piccolo serraglio di animali vivi - galli, oche, tacchini, un'aquila reale, un leone africano acquistato ad Anversa e detto Bolco - da riprodurre nelle sue statue. E inoltre si servì di famose modelle - Maria Torrani, Giovannina Porro, Luigina Pratti, Innocentina Rossi, Tacita Chiodini - per eseguire le figure allegoriche, modellate rigorosamente, che alla base del monumento - uno zoccolo in granito di Svezia - simboleggiano le fasi delle Cinque Giornate. Ma Giuseppe Grandi nel 1894 morì, prima di vedere inaugurata la sua opera, peraltro perfettamente terminata nella parte a lui spettante. L'inaugurazione ebbe luogo il 18 marzo 1895, con la solenne traslazione dei caduti delle Cinque Giornate - sepolti nel marzo 1848 presso l'ospedale maggiore - nella cripta che sottostava al monumento.

Notevole fu la sua influenza su artisti come Paolo Troubetzkoy, Medardo Rosso e Leonardo Bistolfi.

 


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