Dizionario Scultori

Atlante Regionale

 
 

 

 

 

     

Lorenzo Ghiberti

Lorenzo Ghiberti (Firenze 1378 - 1455).
Galleria Fotografica

Scultore, orafo, architetto, pittore e scrittore d'arte italiano. Dopo aver esordito come orafo nella bottega di Bartolo di Michele, partecipò al concorso per la seconda porta del battistero di San Giovanni bandito nel 1401 dall'Arte dei mercanti di Calimala, offrendo un saggio già maturo della sua arte con la formella bronzea rappresentante il Sacrificio di Isacco (Firenze, Museo del Bargello). Riuscì a imporsi tra i concorrenti, tra cui Brunelleschi e Jacopo della Quercia, grazie all'armoniosa sensibilità lineare, alla dolce pittoricità del modellato e all'equilibrio compositivo della scena, assai più consoni allo stile della precedente porta del battistero scolpita da Andrea Pisano.

Dal 1404 si dedicò, quindi, per circa un ventennio, alla modellazione, fusione e doratura della Porta Nord, divisa in ventotto formelle quadrilobe con venti storie della vita di Cristo, i quattro evangelisti e quattro padri della Chiesa. In questa opera, fondendo mirabilmente un gusto ancora gotico con elementi ispirati all'antico, lo scultore distribuì le figure, legate da un elegante ritmo lineare e fortemente rilevate dal fondo, entro armonici schemi che ben si adattano alla cornice mistilinea, risolvendo anche i motivi drammatici con serena compostezza.

Tra il 1417 e il 1425 scolpì due formelle in ottone dorato per il fonte battesimale di Siena con il Battista davanti a Erode e il Battesimo di Gesù, che costituiscono l'elemento di passaggio tra lo stile ancora goticheggiante della prima porta, da lui eseguita per il battistero fiorentino, e le novità prospettiche e luministiche della seconda, iniziata nel 1425.

Questa seconda porta (Porta del Paradiso) è divisa in dieci grandi riquadri con Storie bibliche, i cui soggetti furono suggeriti dall'umanista Leonardo Bruni. Lo scultore mise in luce un'eccezionale perizia tecnica insieme con la capacità di rinnovare la propria arte traendo partito dai principi elaborati da Brunelleschi e da Donatello. Le scene, divenute più complesse, si inquadrano in una straordinaria varietà e profondità di piani determinati dal rimpicciolirsi delle figure o suggeriti dagli ampi sfondi di paesaggio e dalle elaborate architetture. Evidente è la volontà del Ghiberti di aderire alla concezione brunelleschiana dello spazio, tuttavia egli ne alterò la sostanza ottenendo grandiosi effetti più scenografici che prospettici, in modo che la composizione si svolge in larghi ritmi, ma le figure non sono incluse in spazi chiari e misurabili.

Questi stessi motivi ricorrono anche in una delle ultime opere: l'arca di san Zanobi nel duomo di Firenze.

Scultore per eccellenza di rilievi, il Ghiberti modellò anche opere a tutto tondo, come le statue per la chiesa di Orsanmichele, San Giovanni Battista (1412-1415),

Santo Stefano (1425-1429) e San Matteo (1419-1422), la più complessa delle tre, ove una nobile energia morale si sprigiona dalla figura.

Il Ghiberti raccolse attorno a sé una numerosa schiera di collaboratori tra cui i due figli Tommaso e Vittorio, autore della cornice con ghirlande della seconda porta.

Trascorse gli ultimi anni di vita a Settignano, dedicandosi alla stesura dei Commentari, che rimasero interrotti al terzo libro. Ancor più che per la parte teorica e tecnica che si basa su notizie raccolte da Vitruvio, da Plinio e dai trattati d'ottica medievali, l'opera ha particolare importanza per le notizie sui pittori fiorentini e senesi del Trecento e per la vivacità e freschezza di giudizi fondati sulla diretta conoscenza delle opere.

 


Home | Scultori Italiani | Scultori Mondiali | Le Vostre Sculture | Gallerie fotografiche | Approfondimenti |
| Mostre ed Eventi | Links | Download | Forum |  Contatti |

 

 

   

 

Home
Scultori Italiani
Scultori Mondiali
Le Vostre Sculture
Gallerie Fotografiche
Approfondimenti
Mostre ed Eventi
Links
Download
Forum
Contatti