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Lucio Fontana Lucio Fontana, scultore e pittore di origine argentina (Rosario di Santa Fé 1899 - Comabbio, Varese, 1968). Dopo aver lavorato in Argentina col padre scultore, frequentò l'Accademia di Brera a Milano, allievo di Adolfo Wildt. Negli anni Trenta fu in contatto con il gruppo degli astrattisti lombardi (prima personale alla gall. milanese del Milione) e con il movimento internazionale Abstraction-Création. E' difficile dare una definizione comprensiva dell'arte del Fontana, che pur seguitando anche dopo il '30 e fino alla fine a creare bellissime opere figurative, come le sue ceramiche, fu un insaziabile sperimentatore teso, con straordinaria fantasia e in molteplici direzioni, verso forme di fantasia e in molteplici direzioni, verso forme di estremo avanguardismo da lui terizzate anche in scritti di singolare intelligenza e consapevolezza ideologica. Il passaggio dalla «rappresentazione» (Signorina seduta, bronzo colorato, 1934, Milano, Civ. Mus. d'Arte Cont.) all'«invenzione» si verifica, in quel periodo, sotto il segno del gusto arbitrario per il colore e la materia nella loro piena fisicità, e trova una prima espressione nelle tavolette in cemento colorato e graffito (Uomini a cavallo, 1932, Milano, Civ. Mus. d'Arte Cont.; Scultura, 1934, Torino, Gall. Civ. d'Arte Mod.), sviluppandosi anche attraverso l'attività di ceramista, iniziata ad Albisola (1935-36) e continuata alle manifatture di Sèvres. Durante la guerra fu in Argentina; nel 1946 elaborò il Manifiesto blanco, dichiarazione di poetica neofuturista per un'arte adeguata ai tempi, «basata sull'unità del tempo e dello spazio», che si concretizzò nelle opere spazialiste realizzate dopo il ritorno in Italia: gli ambienti (il primo nel 1949 alla gall. milanese del Naviglio, Ambiente spaziale con forme spaziali e luce nera), progettati per non essere né pittura né scultura ma «forme, colore, suono attraverso gli spazi» (Manifesto tecnico dello spazialismo), e i Concetti spaziali (dal 1951), dove il problema dello spazio è affrontato attraverso la perforazione o il taglio del supporto di volta in volta usato (carta, tela, zinco, rame).
L'interesse per la materia ritorna, a partire dal '59, con la realizzazione di grandi masse sferoidali in gres - le Nature - caratterizzate da una primordiale semplificazione delle forme.
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