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Ettore Ferrari Ettore Ferrari (Roma, 1848 - 1929) Avviato all'arte dal padre scultore, Ferrari frequenta in seguito l'Accademia di Belle Arti di San Luca facendosi presto notare per la sua abilità tecnica. Tra le sue opere giovanili ricordiamo I martiri cristiani e Stefano Porcari. Artista impegnato politicamente e civilmente, è stato deputato per tre legislature e Gran Maestro della Massoneria. Ha eseguito numerosi monumenti e busti ispirati dai suoi ideali di libertà e dall'amore per la patria, lasciando una viva testimonianza della storia del Risorgimento. Nel 1887 realizza un'opera importante: il Monumento a Ovidio, il grande poeta latino. Era stata la città di Costanza in Romania, dove il poeta esiliato morì, a commissionargli la scultura e di cui una replica tarda è stata innalzata a Sulmona nel 1925.
Di schietta fede repubblicana, considerò una debolezza l'aver modellato per Venezia il monumento equestre a Vittorio Emanuele II inaugurato del 1888, considerandolo un vero e proprio "peccato politico". Nello stesso anno rimedia a questo "peccato" ultimando il suo Giordano Bruno, che il 9 giugno dell'88 sarà inaugurato a Roma, in Campo dei Fiori. Ferrari ha rappresentato il grande eretico incappucciato, nei panni dell'ordine domenicano a cui era appartenuto, ritto in piedi, chiuso nel suo silenzio meditativo, con le mani davanti a sé, strette sul libro che raccoglie il suo libero pensiero.
La vicenda di Giordano Bruno è raccontata nei rilievi della sua base: La lezione di Oxford, Il processo, Il rogo.
Ferrari eseguì diversi monumenti a Garibaldi in varie piazze italiane (Vicenza, Pisa, Cortona, Macerata e Rovigo); degno di nota è quello a cavallo di Rovigo, tra i migliori del periodo. Tra le sue opere più note sono da menzionare il monumento Terenzo Mamiani a Pesaro; di Giovanni Bovio a Trani; di Cattaneo a Milano. Nel 1900 modella per il Vittoriano, La Rivoluzione sullo stipite del grande portale che si apre sulla seconda terrazza di destra. Nel 1905 realizza il monumento a Mazzini che fu collocato sul Piazzale dell'Aventino soltanto nel 1949, in occasione del centenario della Repubblica Romana. E' stato per lunghi anni professore all'Accademia di San Luca.
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