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Antonio Dal Zotto Antonio Dal Zotto (Venezia, 1852 - 1918). Nato a Venezia da famiglia di origine carnica, Dal Zotto ancora fanciullo impara a maneggiare lo scalpello nella bottega del padre marmista. A sedici anni inizia a scolpire e modella una statua raffigurante Galileo nel carcere, grazie alla quale viene esonerato dal servizio militare. In seguito frequenta l'Accademia di Belle arti dove è allievo di Grigoletti, Ferrari e Borro, ed acquisisce quel desiderio di aderire al vero che rimarrà costante in tutta la sua opera. Nel 1870 viene nominato professore di modello e anatomia alla Scuola di Arte applicata all'Industria, e nel '79 passa all'Accademia di Belle Arti dove insegnerà per quarantacinque anni. Negli stessi anni inizia la sua attività scultorea, legata soprattutto all'ambito celebrativo, commemorativo e sepolcrale. Nel 1880 esegue il busto di Vittorio Emanuele II, collocato nel Municipio d'Este, e la statua in bronzo Tiziano Vecellio a Pieve di Cadore.
Al 1883 appartengono il monumento a Vittorio Emanuele II e il monumento a Carlo Goldoni a Venezia (Campo San Bartolomeo) , che è ritenuta la sua migliore opera.
Tra i suoi lavori figurano anche: il monumento a Giuseppe Tartini (1896, Pirano d'Istria),
il monumento al doge Sebastiano Venier, eretto nella chiesa dei SS. Giovanni e Paolo a Venezia nel 1907, il ritratto in bronzo del Generale Giuseppe Sirtori e quello di Francesco Avesani e il busto di Alvise Querini. Dal 1895 viene nominato direttore dell'Accademia di Belle Arti di Venezia.
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