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Pietro Canonica Pietro Canonica (Torino, 1869 - Roma, 1959). Compie i suoi studi all'Accademia Albertina di Torino sotto la guida di Tabacchi, con cui lavora fino al termine dei corsi accademici, seguendone la linea di tendenza realista.Tuttavia nella sua formazione non sono da trascurare gli influssi del Rinascimento toscano, dei Della Robbia e di Desiderio da Settignano. Nel 1893 viene premiato al Salon di Parigi con la statua in marmo Dopo il voto (ora alla Galleria Civica d'Arte Moderna di Torino). Raffinato ed elegante ritrattista, egli diviene in breve tempo uno degli artisti più ricercati da nobildonne, principesse e regine d'Europa, come testimoniano i numerosi ritratti realizzati dallo scultore. Tra questi figurano la Regina madre d'Italia, la Regina Alessandra d'Inghilterra, la Duchessa di Portland e Donna Franca Florio, la Contessa Sierstorpf, la Signora Ihne Simon e la Principessa Doria.
Nella sua lunga e feconda attività artistica egli ha realizzato anche un gran numero di opere religiose e monumenti funerari, ma i suoi capolavori rimangono indubbiamente i ritratti femminili e i nudi, come il ritratto di Lyda Borelli, una delle dive del cinema muto, il Sogno di primavera , Pudore, l'Abisso. In Pudore del 1890, il Canonica rappresenta un nudo adolescenziale di ragazza, in cui racconta la grazia con sottile inquietudine.
L'Abisso, scolpito nel 1912, è una specie di "Paolo e Francesca" modernizzati. E' il tema letterario della passione d'amore che travolge e trascina perdutamente gli amanti nel suo vortice fatale. Il rischio di una retorica decadente era dunque tutt'altro che facile da evitare. Ma il Canonica c'è riuscito, risolvendo semplicemente la composizione con un forte abbraccio dei protagonisti, che vivono il loro dramma, contro le regole e i principi da cui sono condannati, con l'intensità del sentimento.
Tuttavia il Canonica è stato praticamente cancellato dalla storia dell'arte. Si ironizza spesso sulla sua specializzazione in muli e cavalli, cioè su suoi monumenti militari eseguiti con meticoloso verismo dopo la prima guerra modiale, come, appunto, il suo Monumento al Mulo, che si piò vedere a Villa Borghese. Non sono certo queste le opere che possono accreditargli una fama perenne; e neppure, in genere, i monumenti funerari, di cui egli gremì il cimitero di Torino, disseminandone altri per il mondo. Un altro giudizio si deve senz'altro dare soprattutto per le immagini famminili che gli uscirono dalle mani nella prima parte della sua attività Il Canonica è morto nel 1959 a novant'anni; Gran parte della sua produzione scultorea è conservata nel Museo Canonica di Roma.
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