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Filippo Brunelleschi

Filippo Brunelleschi, architetto, scultore e orafo italiano (Firenze 1377-1446).
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Figlio di Brunellesco Lippi, o Lippo, notaio, si fece notare in occasione del concorso del 1402 per la seconda porta del battistero di San Giovanni a Firenze, nel quale fu giudicato ex aequo con Lorenzo Ghiberti. Il suo Sacrificio di Isacco nonostante non vinse il concorso rappresenta uno dei suoi maggiori capolavori.

La sua fama di scultore è poi affidata al Crocifisso ligneo di Santa Maria Novella con il quale, stando ad un famoso racconto del Vasari, il Brunelleschi raccolse la sfida mossagli da Donatello con un suo Crocifisso in Santa Croce e dalla cui bellezza quest'ultimo rimase così ammirato e vinto che "per la meraviglia fece cadere le uova che aveva nel grembiale". E' tuttavia da avvertire che la più recente critica presume una distanza di almeno una quindicina di anni tra il Crocifisso donatelliano (1410-12), ancora con echi gotici ghibertiani, e quello del Brunelleschi (circa 1425-30) che, sia nella sua costruzione prospettica, sia nello sviluppo della linea di contorno e nel modellato, sembra anticipare l'arte del Cinquecento.

Molto più tardi realizzò i quattro Evangelisti negli occhi angolari della cappella dei Pazzi, la cui modellatura e spazi interni sono strettamente subordinati alle leggi architettoniche della costruzione.

I tre lustri successivi al concorso del 1402 furono dal Brunelleschi spesi in viaggi e ricerche tecniche a Roma: rilievi di monumenti e soprattutto di ossature e tecniche murarie, ricerche di strumenti atti a realizzarle, ritrovamenti meccanici, studio di leggi di geometria e di statica. Giunse così a scoprire e realizzare tecnicamente quelle leggi della prospettiva architettonica e dei rapporti spaziali che fecero di lui l'indiscusso maestro di un nuovo linguaggio architettonico di risonanza mondiale.

La sua architettura è classica, ma di una nuova classicità. Per comprenderla, a dispetto di una tradizione secolare che risale al Manetti e alla quale consentì anche il Vasari, va detto che il Brunelleschi non fu mai un riesumatore di edifici e di modelli antichi, un trasformatore in forme moderne di terme e templi romani, e che non molto si curò degli ordini e dei loro rapporti antichi, moduli e numeri (e per certo di poco fu debitore a Vitruvio). Le sue. creazioni hanno ben pochi rapporti con i monumenti di Roma, per quanto concerne ordini e ornamenti; risentono invece dell'architettura romana nei giunti, nelle articolazioni, nei rapporti di pieno e di vuoto. I suoi monumenti noti furono creati per lo Stato, come quelli romani, ma per l'uomo; la sua architettura non fu un puro ritrovato di stile, ma nacque dalla visione nuova del tempo e dello spazio.

Il prospetto dell'ospedale degli Innocenti a Firenze (il progetto è del 1419), col portico dalle singole campate a perfetti cubi spaziali (altezza delle colonne, profondità del vano, corda dell'arco sono uguali) e la parete tesa come un drappo bianco, è la prima soluzione moderna di rapporti prospettici tra lo spazio di una piazza e il volume di un edificio.

Seguì probabilmente il progetto della chiesa di San Lorenzo (1419), che si può pensare come lo sviluppo simmetrico del portico degli Innocenti, con la luminosissima navata centrale che funge da spazio esterno alle navate laterali in penombra e in prospettiva rispetto all'asse centrale della chiesa.

Più complesso di San Lorenzo è Santo Spirito (modello ligneo del 1430), la cui struttura, per la maggiore plasticità delle nicchie e il dinamismo delle colonne, raggiunge una straordinaria potenza architettonica.

In ambedue questi edifici, alle chiese della fede, quali si erano avute con l'arte romanica e l'arte gotica, si sostituiva così il tempio, creato per la contemplazione razionale e per la comprensione intellettuale di Dio. Tale innovazione si realizzò in forma anche più perfetta nelle due costruzioni portate completamente a termine: la sacrestia vecchia di San Lorenzo (1420 e sgg.) e la cappella dei Pazzi (1429-1443, salvo la facciata che è del 1462).

Ma il capolavoro del Brunelleschi è la cupola di Santa Maria del Fiore, miracolo di tecnica e creazione di genio. Progettata fra il 1417 e il 1420, alla morte del Brunelleschi (1446) era quasi ultimata. La doppia cupola, concepita a creste e vele (a tutto sesto nel 1418, ma poi eseguita a sesto acuto dal 1420 al 1432), riesce a unificare all'interno i volumi costruttivi della cattedrale e a raccordarli allo spazio esterno, e a porsi essa stessa non come oggetto, ma come creazione dello spazio.

Contemporaneamente alla costruzione della cupola la prodigiosa attività dell'architetto fu occupata dal completamento del palazzo di Parte Guelfa, dal palazzo Pitti, dal tempio degli Angeli, da progetti di forti (Castelliera, Rendina, Staggia) e bastioni (Pisa).

Il Brunelleschi morì « di febbre », probabilmente polmonite, nella casa dove era nato, all'ombra della sua cupola, il 5 aprile 1446. Venne sepolto, unico laico, nella cattedrale di Firenze. Quale segno della fama goduta già ai suoi giorni valga il fatto che, mentre il Manetti nella biografia che ne scrisse si sforzò di elevarlo alla dignità di personaggio storico, i suoi principi vennero assunti a fondamento delle teorie sull'arte da Leon Battista Alberti.

 


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