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Gian Lorenzo Bernini


La diminuzione di fortuna del Bernini fu però di breve durata: già nel 1647 egli era nelle grazie del nuovo pontefice ed immaginava la scenografia della originalissima cappella Cornaro in Santa Maria della Vittoria, in cui è compreso il gruppo Estasi di Santa Teresa, uno dei punti più alti raggiunti dal barocco e forse, proprio per questo, oggetto degli strali della critica classicistica:

Il gusto scenografico fu fortissimo nel Bernini; del resto, il grande sviluppo a Roma, in questo periodo, del teatro gli diede occasione per moltissime creazioni propriamente sceniche. Nel 1650 progettò la curva facciata del palazzo di Montecitorio, esempio della tendenza dell'artista a sostituire schemi statici con andamenti dinamicamente movimentati; notevole anche l'originale basamento in roccia.
Dell'anno successivo è un'altra complessa fontana, quella dei quattro Fiumi, in piazza Navona, di fronte alla chiesa di Sant'Agnese, edificata dall'avversario Borromini.

Fin da giovane con pari genialità il Bernini di dedicò alla ritrattistica , illustrata da una copiosa e superba serie di busti in marmo ed in bronzo come il volto di Costanza Buonarelli con la quale l'artista ebbe una tempestosa relazione.

Ma l'attività più intensa del Bernini, che aveva lasciato ormai in secondo piano la scultura, si svolse sotto il pontificato di Alessandro VII (1655-1667). Nel 1656 iniziò i lavori per il colonnato di San Pietro e per la Cattedra nella stessa chiesa, con la geniale soluzione di collegare la basilica con la piazza antistante e idealmente con la intera città in una forma in cui la scenografia raggiunge il suo punto di più intima giustificazione. La semplicità che presiede al colonnato non si ritrova, invece, nella macchina che sorregge e circonda la cattedra di san Pietro, creazione barocca di ricchissima fantasia, in cui ancor più che i singoli particolari conta il complessivo effetto di esaltazione luministica.

Nel 1664, dopo aver ideato il palazzo ora Odescalchi, il Bernini si recò in Francia per progettare il palazzo del Louvre, mai eseguito per l'opposizione degli artisti locali: la sola realizzazione di questo viaggio fu il busto di Luigi XIV. Tornato a Roma creò ancora la Scala regia in Vaticano, in cui gusto scenografico e sapienza costruttiva si uniscono perfettamente, il monumento funerario di Alessandro VII in San Pietro:

e la statua della beata Ludovica Albertoni, nella chiesa di San Francesco a Ripa:

 


Nel 1680, dopo esser rimasto paralizzato alla mano destra, morì. Fra le numerose sue opere ricordiamo ancora la chiesa di Castel Gandolfo, a croce greca, e quella della Assunta all'Ariccia; fu anche pittore, ma distrusse insoddisfatto quasi tutti i suoi quadri.


 


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