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Giovanni Anselmo Giovanni Anselmo (Borgofranco d'Ivrea, 1934). Esponente dell'Arte Povera, ha indagato soprattutto le interazioni tra materiali di opposta natura, come quelli organici e inorganici; così in "Scultura che mangia" (Senza titolo, 1968) sostanze vegetali sono pressate tra blocchi di granito finché decomponendosi ne provocano il distacco:
mentre in Torsione (1968) una pelle animale è affondata in un blocco di cemento e ritorta attorno a un bastone di legno creando un effetto di tensione.
Ha lavorato spesso con massi di pietra e granito sondando dimensioni come peso, gravità, energia. Dal 1980 inizia a comparare la leggerezza dell'oltremare con l'immobilità della pietra, tema che vive in un ciclo di opere. L'idea dell'infinito e della possibilità di raggiungerlo sono temi che portano ancora oggi l'artista a rappresentare, attraverso il suo lavoro, le azioni di avvicinamento e di comunicazione tra realtà di segno opposto. Ha realizzato numerose personali in Italia e all'estero. Nel 1990 il Leone d'Oro per la Pittura alla Biennale di Venezia. Tra l'opera moltiplicata si ricorda la cartella Leggere, varie fotografie e collage.
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