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IL RINASCIMENTO
Secondo la concezione tradizionale e l'etimologia stessa della parola usata già in antico, Rinascimento starebbe a significare il risorgere dell'arte dopo la barbarie del Medioevo, il rifiorire dello spirito e delle forme dell'antichità classica. La critica moderna ha rifiutato questo concetto, riconoscendo sia l'altissimo valore dell'arte figurativa medievale, sia l'originalità e l'autonomia dell'arte rinascimentale. In effetti la memoria dell'arte antica e della sua grandezza si era tramandata per tutto il Medioevo; nel Duecento, anzi, con Cavallini, Nicola Pisano, Cimabue si era avuto un consapevole richiamo all'antico. IL QUATTROCENTO Iniziatore del Rinascimento, rinnovatore nel campo dell'architettura fu ritenuto già dai contemporanei Filippo Brunelleschi (1377-1446), A lui è dedicata la prima biografia che sia mai stata scritta di un artista, sicura testimonianza dell'importanza determinante che si attribuiva alla sua opera e alla sua personalità. Brunelleschi gettò le basi della prospettiva e ritrovò il modo di murare degli antichi e le loro simmetrie che avevano a lungo indagate con spirito rigorosamente critico sui monumenti di Roma. Lorenzo Ghiberti e la Porta del Paradiso, rappresenta il primo trapasso dalla tradizione gotica alla nuova civiltà del Rinascimento ll vero rinnovatore della scultura fu Donato di Niccolò di Betto Bardi detto Donatello (1386-1466), il più grande scultore del Quattrocento e una delle massime personalità di tutti i tempi. Scultore pienamente rinascimentale fu Luca Della Robbia, creatore di una delle botteghe più celebri e attive del tempo. La sua fama e la sua fortuna è legata soprattutto alle terrecotte inventriate secondo una tecnica da lui inventata. Anche durante la seconda metà del Quattrocento Firenze seguitò ad essere il più focolaio della scultura italiana sia per le molte notevoli personalità creatrici che vi nacquero o vi si formarono ed operarono, sia per la straordinaria varietà e l'originalità di accenti con le quali esse svolsero la lezione novatrice di Donatello volgendola a novi orientamenti di stile. Questi si manifestarono soprattutto, e con esiti altissimi, nell'opera di sue artisti che furono anche pittori, Antonio del Pollaiolo e Andrea del Verrocchio. Altri grandi scultori del Quattrocento:
IL CINQUECENTO Gli ideali artistici e culturali del Rinascimento si aggermarono, raggiungendo la piena maturità, nel Cinquecento. L'opininone tradizionale che considerava questo secolo come il secolo d'oro tende tuttavia a essere modificata dalla critica moderna. Se è vero infatti che i primi anni del Cinquecento segnarono il trionfo delle concezioni umanistiche quattrocentesche rese in forme solenni di assoluto e armonico equilibrio, è altrettanto vero che questo equilibrio ben presto si inernò e si spezzò, e crisi profonde travagliarono l'arte che risentì dei gravi mutamenti politici, economici, religiosi che sconvolsero tutta la società italiana. Nella scultura fonte principale di ispirazione sono le opere classiche. Gli elementi quattrocenteschi sono aggiornati con nuovo senso delle proporzioni e dei rapporti plastici mentre si aggerma l'influenza dei grandi maestri, in particolare di Michelangelo. Diffusore del gusto classico sono gli artisti fiorentini. Accanto alle statue isolate e alle composizioni più complesse sono sempre più importanti i monumenti funerari, con il busto del defunto, e i bassorilievi con citazioni dell'arte funeraria antica. Fiorisce in ambito popolare la plastica in terracotta con gruppi raffiguranti episodi sacri. Andrea Sansovino adotta uno stile classico di serena compostezza (Battesimo di Cristo); il suo allievo Jacopo Sansovino ne eredita l'arte raffinata che fonde con il plasticismo michelangiolesco e un vivace gusto pittorico, come nella statua di Bacco. Giambologna fu indubbiamente il più grande scultore del Cinquecento dopo Michelangelo e quello la cui influenza si fece maggiormente sentire fino ai primi del Seicento. Benvenuto Cellini fu il più grande orafo del Rinascimento ed ha lasciato vivace testimonianza della sua vita avventurosa e spavalda nella celebre autobiografia dettata dal 1558 al '65 a un garzone di bottega. E' il tipico rappresentante della cultura artistica e dillo spirito della maniera. Altri grandi scultori del Cinquecento:
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