Dizionario Scultori

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IL ROMANICO

L'espressione arte romanica venne coniata al principio del XIX secolo per indicare la produzione artistica compresa tra la fine del X e il XII secolo. Queste indicazioni cronologiche non sono valide allo stesso modo per tutte le regioni, poiché in alcuni paesi, come in Francia, il romanico venne sostituito dal gotico fin dalla metà del XII secolo, in altri invece, come la Spagna, la Germania e l'Italia, si protrasse fino agli inizi del XIII secolo e anche oltre.
La parola romanico induce a fare due importanti considerazioni: in primo luogo sottolinea una certa continuità tra l'arte romana imperiale e paleocristiana e l'arte medievale; in secondo luogo mette in luce una circostanza di ordine storico e geografico: l'arco di espansione dell'arte romanica corrisponde al territorio su cui si estendeva l'influenza della Chiesa di Roma, latina e cattolica.In ciò l'arte romanica si distingue dall'arte bizantina, che corrispondeva al dominio della Chiesa d'Oriente, greca e ortodossa; comunque, si verificarono frequenti scambi tra questi due mondi e in particolare elementi bizantini vennero largamente accolti dal mondo latino.

Generalmente si pensa che l'arte romanica si sia occupata esclusivamente della produzione di opere di carattere religioso. Non è del tutto esatto. In quell'epoca gli interessi religiosi erano certo preponderanti e la vita eterna preoccupava molto più che la vita terrena cosicché venne eretto un numero grandissimo di chiese di ogni categoria, dalle cattedrali, che ospitavano la cathedra del vescovo, alle abbazie incorporate nei complessi monastici, dalle collegiate officiate da canonici alle chiese parrocchiali disseminate nelle più remote zone agricole e alpestri. Non bisogna però dimenticare che, in quei secoli, nei paesi dell'Europa centrale e settentrionale si consolidava il sistema feudale, e in Italia iniziava la civiltà dei Comuni.
II romanico recupera dunque diverse tradizioni (romana, barbarica, orientale e islamica) su cui predomina forte spiritualità cristiana che imprime una precisa tendenza al trascendente. L'arte diviene strumento di conoscenza e le opere hanno valore educativo. Con la rinascita della città sì afferma l'architettura a cui son strettamente legate la pittura e la scultura.

La scultura italiana nel periodo romanico

Ancorché non siano mancati in Italia durante l'alto Medioevo capolavori di arte plastica, specialmente nel campo della metallurgia (quali ad esempio i rilievi dell'«altare d'oro» della Basilica di S. Ambrogio di Milano, eseguiti nella prima metà del IX secolo da Vuolvino, un orafo rappresentante la Grande tradizione carolingia), di una vera e propria scultura intesa come ricupero ed affermazione di quei valori di volumetria che in conseguenza della diffusione del gusto bizantino erano andati perduti dopo l'antichità classica, si può parlare solo a partire dagli inizi del XII secolo, cioè in corrispondenza col pieno fiorire della civiltà «romanica»

Strettamente legata all'architettura, crea forme di solida plasticità e grande senso figurativo. Nei portali i rilievi si dispongono nel grande pilastro centrale,nell'architrave e nel timpano, occupato solitamente al centro dal Cristo in Maestà. II capitello cubico accoglie episodi sacri, scene fantastiche o quotidiane. ai mestieri e ai bestiari. Le statue e i gruppi collocati sugli altari sono solitamente di legno policromo. Rifiorisce la tecnica di fusione del bronzo e si realizzano grandi porte a formelle. I temi iconografici più diffusi sono ispirati alla storia sacra, alle visioni apocalittiche, ai mestieri e ai bestiari.

In Italia, l'elemento caratterizzante è un vigoroso plasticismo che fonde le ascendenze tardo-romane alle correnti barbariche e acquista una precisa autonomia rispetto all'architettura. Si affermano le prime personalità artistiche chiaramente individuabili: Wiligelmo scolpisce nel Duomo di Modena, 1099-1106, le Storie della Genesi con toni altamente drammatici, Benedetto Antelami esegue la decorazione del Battistero di Parma, 1196/1270 con raffinato realismo. A essi si affianca l'attività dei Maestri Campionesi, attivi in varie regioni.

Capolavori di originalità ed eleganza compositiva sono le porte bronzee di Bonanno Pisano (Porta di S. Ranieri• 1180?• Cattedrale di Pisa).

Il pulpito di Guglielmo scolpito da per il duomo di Pisa tra il 1159 e il 1165, e successivamente trasferito a Cagliari per lasciare il posto al nuovo pulpito di Giovanni Pisano, segna invece un punto di svolta nella scultura romanica della Toscana, avviando un processo di sviluppo che anticipa le soluzioni di Nicola Pisano. Gli studiosi ricononscono una vera e propria "scuola di Guglielmo, influenzata dai modi e dalle forme dei sarcofagi romani.

In particolare nei portali delle chiese, contrassegnati dalla firma dello scultore, lunette e architravi rivelano accenti stilistici classici. Fra queti è l'architrave del portale maggiore di Sant'Andrea a Pistoia, che un'iscrizione permette di attribuire a Gruamonte, affiancato dal fratello Adeodato (o Deodato), e di datare al 1166.

A Pisa, nell'ambiente di Guglielmo, si formò anche Biduino che, nel 1180, scolpì l'architrave del portale della pieve di San Casciano a Settimo.

 

 


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